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REGGIO. Immigrazione, Morosini: "la città ha risposto con dedizione e amore"

REGGIO. Immigrazione, Morosini: "la città ha risposto con dedizione e amore"
"Il pensiero va in questo momento alla tragedia dell'immigrazione, che il porto della nostra città ha dovuto affrontare a drammatiche scadenze, ogni qual volta avveniva uno sbarco a qualunque ora del giorno e della notte». È questo uno dei passaggi dell'omelia di mons. Giuseppe Fiorini Morosini, arcivescovo metropolita di Reggio Calabria-Bova, in occasione della festa della Madonna della Consolazione, Patrona della città. «La città - ha aggiunto il presule - ha saputo rispondere con dedizione e amore a questa sfida attraverso una fattiva collaborazione tra istituzioni e volontari, cattolici e non cattolici, che ha reso ammirevole, agli occhi di tutti, la prima accoglienza di tanti disperati. È un dono che noi credenti vogliamo offrire a Maria. Ai perseguitati politici e agli immigrati è stata offerta in nome di Gesù Cristo e del suo Vangelo, almeno da parte cristiana, quella misericordia che è dono assoluto dell'amore di Dio". "È stato dimostrato ancora una volta - ha sostenuto ancora mons. Morosini - che la nostra società, pur disponendo di un sistema sociale ben funzionante, non può cavarsela senza la misericordia dei cuori generosi, che è come fondamento e parte innovativa e motivazionale della giustizia. La preoccupazione è che la consolazione della prima accoglienza non abbia trovato seguito con un dignitoso inserimento nella società. Ma l'attenzione agli immigrati non può farci perdere quella verso i nostri concittadini, anche loro bisognosi di aiuto e di assistenza. La pietà verso l'immane tragedia dell'esodo senza fine di queste migliaia di persone, che fuggono dalla povertà e dalla guerra, potrebbe farci dimenticare le tragedie della nostra gente, registrate quotidianamente dai Centri di ascolto delle nostre sedi Caritas. Voglio farmi interprete del bisogno di consolazione di questa nostra gente, anche se consapevole di poter essere frainteso".

"Ci sarebbe da versare lacrime su una ritualità cristiana ormai senza senso. Si scelga pure la strada che si vuole per dare senso alla propria vita, ma non pretendiamo di far incrociare la strada che scegliamo con quella cristiana". Lo ha detto l'arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, mons. Francesco Fiorini Morosini nell'omelia per la Festa della Madonna della Consolazione. "Ma noi non cederemo mai - ha aggiunto il presule - alla tentazione di sterili piagnistei o di pericolosi pessimismi, per quanto realistici. Non lo faremo in nome della nostra fede. Non lo faremo perché sentiamo nelle nostre vene la forza della speranza. Non lo faremo per amore della nostra gente, la più semplice, la quale, forse, proprio nella semplicità che la contraddistingue, capisce di più le implicanze del patronato della Vergine per la vita. Non lo faremo per tutti quei bravi cristiani che amano veramente la Madonna e vogliono accogliere il suo invito a seguire Gesù". "Non lo faremo - ha detto ancora l'arcivescovo - per tutte quella famiglie che nelle parrocchie hanno preso con impegno la trasmissione della fede. Non lo faremo per tutti i giovani dei nostri gruppi parrocchiali che credono ancora nella proposta educativa della Chiesa. Non lo faremo per tutti quei volontari che nelle iniziative delle Caritas diocesana e parrocchiali si aprono alla solidarietà verso gli ultimi. Non lo faremo soprattutto noi, miei cari sacerdoti-diaconi-religiosi, che, pur con i nostri limiti, abbiamo consacrato la vita per la causa del Vangelo. Non lo faremo perché tutti amiamo le sorti di questa città e tutti, insieme, lavoreremo, come stiamo facendo, per la sua rinascita, per la soluzione dei problemi che la attraversano, i problemi veri, reali, quelli che sono sotto gli occhi di chi 'respira' il profumo e la fatica del nostro popolo".