Direttore: Aldo Varano    

CAL. Fil chiede le dimissioni del commissario Scura

CAL. Fil chiede le dimissioni del commissario Scura
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"Il Commissario Scura… un corpo estraneo (alla sanità calabrese) calato dall’alto. Vista la sua incompatibilità a ricoprire tale incarico in quanto Sindaco della Città di Alfedena, L’Aquila, (ai sensi della legge 114/2014), la FIL sta provvedendo ad informare le autorità competenti.

A sei mesi dall’insediamento del Commissario, la situazione della sanità regionale appare ancor più confusa e, a tratti, disastrosa di quanto già fosse evidente ai più.Questo perché la Calabria è completamente dissimile dalla Toscana: qui occorrono coraggio, idee chiare, competenze specifiche ma soprattutto occorrono fatti concreti e non più proclami per rimettere ordine in un settore così delicato.

Dopo aver chiesto, senza riscontro alcuno, di conoscere lo stato attuale della programmazione e degli interventi messi in campo in questi mesi dal Commissario, la Federazione Italiana Lavoratori prova da sola a tracciare un primo bilancio. Appare del tutto evidente come il Commissario disconosca la realtà territoriale, e sociale e soprattutto i reali fabbisogni della sanità in Calabria. Per supportare questa affermazione basta prendere in considerazione la progettualità relativa alle nuove struttura ospedaliere. Che senso ha (ad esempio) annunciare la costruzione dell’Ospedale di Palmi per la quale, ad esser ottimisti, occorreranno non meno di 5 anni e, nel contempo “sottolineare” il previsto accorpamento di quelli di Gioa Tauro e Polistena, compiendo di fatto un atto di “terrorismo psicologico” che avrà come unico effetto quello di bloccare qualsiasi progettualità per le strutture esistenti, demotivando Amministrazioni e personale operante?

Da più parti si susseguono le voci critiche contro l’operato (o meglio l’annunciato) del Commissario, a dimostrazione della manifesta incapacità di creare le condizioni minime per un dialogo e un confronto dal quale non si può prescindere.  La Calabria non è la Toscana (torniamo a ripeterlo) ... qui non è applicabile sic et simpliciter alcun modello predeterminato… qui occorre prender coscienza delle necessità di un comparto delicatissimo che soffre di carenze endemiche e strutturate. Rendersi inviso a tanti amministratori e operatori del settore non vale a rendere più efficace l’azione di ristrutturazione necessaria e inderogabile. Per noi di FIL questo è un errore di prospettiva grave e imperdonabile. Non c’è stato intervento del Commissario che abbia portato alla risoluzione di un problema. Non è riuscito a sistemare la questione del personale medico e infermieristico, che vanta problemi di sotto organico, di mobilità, di precariato.

In questo contesto valgano anche le considerazioni relative alle Case della salute, ritenute dal Commissario fondamentali per la sanità calabrese. Pur tuttavia, non si capisce quali ostacoli insormontabili possano essere sopraggiunti per far sì che queste non vengano alla luce, nonostante la Regione (DPRG n.185 del 04-12-2012), ha approvato le Linee Guida “Modello organizzativo e percorso di attuazione delle Case della Salute” e pianificato la riorganizzazione della rete dei servizi territoriali, scegliendo di aggregarli nelle Case della Salute. Un percorso che è partito dal 2009 e che fino ad oggi non ha prodotto nulla di quanto previsto. Che fine hanno fatto i progetti? E le risorse rese disponibili dai fondi comunitari? Cosa ne è stato delle convenzioni sottoscritte tra la regione e i tre direttori generali delle Asp di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria per l’attuazione dei progetti?  Per non parlare della situazione dei conti dell’ASP di Reggio Calabria, che ha costretto il super consulente del Commissario Scura ad una precipitosa ritirata; fallimento per il quale il buon senso avrebbe richiesto una presa d’atto del Commissario stesso nel seguire le sorti del proprio incaricato, rimettendo il proprio mandato nelle mani del Governo.

Potremmo continuare a lungo, ma il Suo personale fallimento è sotto gli occhi di tutti.

 

Per questo, richiamando anche la circolare del Ministro Madia (n.6 / 2014) perlomeno nello spirito se non nella sua applicabilità nel caso specifico), invochiamo a gran voce le sue dimissioni, per lasciar spazio “ai giovani” … al “nuovo che avanza” … ad energie e motivazioni diverse da quelle che dirigono il suo “non” agire…

 

Ne possiamo salvare l’operato del vice Commissario Urbani che, nei tanti anni a disposizione, non ha brillato certo per i provvedimenti intrapresi.

 

Entrambi sembrano più che altro preoccupati di sollecitare qualche pagamento per qualche struttura “amica” o dare una chance a qualche super consulente a loro vicino.

 

La nostra terra merita di più e di meglio.

 

Ancora una volta è alla deputazione calabrese che ci rivolgiamo affinché si faccia interprete di questo disagio e solleciti il Governo a porre fine a questo tentativo di colonizzazione che non potrà che avere esiti nefasti per la stremata sanità regionale e per i nostri concittadini.

Il Segretario Generale Giuseppe Martorano