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CATANZARO. Capellupo: "la città è morente"

CATANZARO. Capellupo: "la città è morente"
ReP
"Leggendo le dichiarazioni del sindaco Abramo non so più francamente se ridere o piangere. Nelle ultime uscite lo vediamo prendersela con chiunque e addirittura destreggiarsi nei panni di moralizzatore. Si accanisce contro la politica e contro un certo modo di fare politica, quando l'amministrazione che guida, e che cambia quasi con scadenza quotidiana i suoi componenti, è l'emblema del modello che oggi Abramo tanto critica e condanna. Dice di non voler difendere nessuno e che si comprende bene a seguito anche di Catanzaropoli cosa sia diventata la politica. Ma a chi sta parlando con queste sue accorate riflessioni? Si riferisce a partiti, a gruppi, a qualcuno in particolare? Per quanto mi riguarda posso rimandare al mittente le sue ennesime, inaccettabili e a tratti ridicole analisi di coccodrillo, sottolineando il mio forte impegno e obiettivo finalizzato a realizzare un modello di cambiamento e di qualità per tutti i cittadini. La Città è morente ed è sotto gli occhi di tutti. Tutti i settori sono in crisi e sono stati ridotti a una condizione di degrado e di totale incuranza politica. Gli interessi, come abbiamo avuto modo di rilevare anche negli ultimi scandali che offendono il buon nome di Catanzaro, sembrano indirizzati verso il solo beneficio di pochi. I responsabili continuano ad affannarsi sulla stampa, pronunciandosi in difese personali e in attacchi infondati a nemici immaginari. Tutta la comunità conosce bene i nomi e i cognomi di quanti hanno deciso le sorti della Città negli ultimi trent'anni. Il primo cittadino, al suo terzo mandato da sindaco, continua a vaneggiare sulle sue responsabilità. Si dichiara solo e isolato, solo rispetto al Consiglio comunale e alla burocrazia, manifestando palesemente la considerazione che ha dei colleghi assessori e dei dipendenti, che quando non la pensano esattamente come lui o non si attengono ossequiosamente alle sue direttive, diventano cattivi e inutili. Consiglio Comunale e dipendenti che forse Abramo pensa di poter trattare a suo uso e costume, senza rispettarne ruoli e dignità. Addirittura dichiara di doversi scrivere da solo i programmi da presentare alla Regione, ma da quando gli organi politici possono produrre atti autonomamente dagli organi amministrativi? Fa accuse gravissime di gente che vorrebbe utilizzare le istituzioni come un bancomat. A chi si riferisce Abramo? A suoi amici di pseudo-maggioranza? A gente esterna all'Ente? Se la prende addirittura con gli ordini professionali, architetti, ingegneri e geometri, attribuendo a loro la mancata definizione di un piano regolatore, pur di non parlare di spoliazione continua del ruolo strategico di Capoluogo e delle sue funzioni vitali e di come è stata ridotta Catanzaro. Abramo si assuma le proprie responsabilità e ne tragga, una volta per tutte, le relative conseguenze". Lo afferma in una nota stampa il consigliere comunale di Catanzaro, Vincenzo Capellupo, del Partito Democratico.