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Gli "Insegnanti calabresi" a colloquio con il deputato Sel Arturo Scotto

Gli "Insegnanti calabresi" a colloquio con il deputato Sel Arturo Scotto
 

Una delegazione dei Partigiani Scuola Pubblica- Insegnanti Calabresi, Comitato per la scuola della Repubblica, Catanzaro e provincia, nella persona della prof.ssa Bianca Laura Granato partecipa ed interviene alla conferenza stampa del deputato SEL Arturo Scotto in occasione della presentazione al Prefetto di una lettera contro il piano di rientro sanitario regionale. L'iniziativa é stata coordinata da Eugenio Occhini, hanno preso parte il dott. Eugenio Conforto, coordinatore SEL Catanzaro ed il dott. Giacinto Nanci. La conferenza stampa é avvenuta nella sala della giunta provinciale di Catanzaro. La prof.ssa Granato interviene a fine conferenza dichiarandosi onorata di sottoscrivere la lettera a nome delle associazioni che rappresenta. Infatti il piano di rientro sanitario regionale sembra rispondere allo stesso disegno della legge di riforma della scuola varato il 13 luglio scorso, di affossare definitivamente la Calabria, imponendo alla stessa restrizioni anti-costituzionali sulle spese sanitarie non proporzionate al numero di malati cronici di più patologie simultaneamente esistenti nella regione, superiori a quelli delle altre regioni d'Italia. Anche questo dato é estremamente allarmante: come mai la Calabria registra questo infausto primato? Sarà colpa delle eco-mafie?

 

Anche la legge Renzi-Giannini fa parte di un quadro sinistro di sperequazione e di taglio dei servizi al cittadino, sostiene la Granato, che vede la scuola italiana come il business del futuro studiato apposta per rimpinguare le tasche dell'imprenditoria locale. Questo sistema di istruzione con soggetti esterni che entrano dalla porta come finanziatori di un'offerta formativa che decidono loro è un sovvertimento bell'e buono dell'idea di scuola presente nella Costituzione. Si tratta infatti di una scuola che, a causa delle ingerenze dei privati e di qualunque soggetto politico sulla didattica e sulla valutazione, non riuscirà più a garantire l'attendibilità dei titoli di studio, il tutto a svantaggio dei soggetti meno tutelati. La "meritocrazia" proposta da questo governo infatti è ben incarnata da Davide Faraone, perito chimico diplomato al CEPU assurto ai ranghi di sottosegretario del Miur, e da Beatrice Lorenzin, dotata di diploma di maturità classica, addirittura Ministro alla Salute, che per risparmiare pochi euro di farmaci oggi non esita a mettere a repentaglio la salute dei cittadini con esborsi centuplicati domani. Chi esibisce certi modelli meritocratici e tenta di proporli come regola per la scuola della repubblica italiana, chi fa leggi che contrastano con la Costituzione e con la legislazione vigente, mettendo gli operatori nelle condizioni di infrangere comunque la legge, merita solo civile disobbedienza.