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REGGIO. Meetup 5s chiede al sindaco incontro aperto con la città

REGGIO. Meetup 5s chiede al sindaco incontro aperto con la città
 

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“A un anno esatto dall’elezione del sindaco Giuseppe Falcomatà gran parte del programma con cui ha conquistato una vittoria larga su un centrodestra inconsistente è rimasto solo sulla carta. Per questo come Meetup Cinque Stelle non possiamo far altro che chiedere al sindaco un incontro aperto con la città durante il quale riferisca punto per punto cosa sia stato fatto, cosa si ha intenzione di fare e soprattutto cosa la città non è in condizione di fare”. Lancia il guanto di sfida il Meetup reggino, che a dodici mesi dall’elezione del sindaco di Reggio Calabria presenta il conto delle tante promesse elettorali rivelatesi “fin troppo in linea con la precedente e fallimentare amministrazione di centrodestra, prorogata nei modi, nei metodi e nei nomi da due anni di commissariamento”. Per i Pentastellati “non si ravvisano apprezzabili differenze, ad esempio, fra la gestione del bilancio di ieri e quella di oggi. Come da noi segnalato in tempi non sospetti, oggi come ieri il fondamentale documento dell’amministrazione reggina, risulta falsato da crediti inesigibili, come le morosità Tari relative agli anni precedenti a quello in corso. Il bilancio partecipato, annunciato da Falcomatà in campagna elettorale come obiettivo irrinunciabile, è rimasto sulla carta patinata di volantini e brochure e il neosindaco non sembra neanche aver preso in considerazione le novità amministrative introdotte dal governo del suo stesso partito. Di pratiche come il baratto amministrativo, che permetterebbe ai cittadini di partecipare alla gestione della città in cambio di uno “sconto” sui tributi, non c’è traccia, così come non c’è traccia delle pratiche di democrazia diretta previste dallo statuto comunale su cui Falcomatà aveva promesso di basare la propria azione di governo”. Un atteggiamento “di scopellitiana memoria” dicono dal Meetup Reggio 5 Stelle, ricordando anche che “allo stesso modo, nulla sembra sia cambiato nella scelta di amministratori e responsabili di enti e partecipate, tutti figli di quello stesso modello Reggio che ha affossato la città”. Anzi, sottolineano i pentastellati, “spesso si tratta anche delle stesse persone. È il caso del dottore Serafino Nucera, oggi chiamato da Falcomatà a ricoprire uno dei due incarichi da consigliere di amministrazione di nomina comunale alla Reges, ma in passato presidente della stessa dal lontano 2008, nonché ex Presidente della Recasi ed ex Consigliere d’Amministrazione della Leonia durante l’epoca Scopelliti”. Al riguardo, afferma il Meetup reggino, “il sindaco sembra aver dimenticato che tutte società miste finite sotto osservazione da parte della magistratura e che due di esse sono state sciolte per mafia. Nonostante le percentuali ridicole di riscossione dei tributi, la scadenza del contratto con Maggioli non ha indotto l’amministrazione a mandare in pensione la Reges e internalizzare il servizio, ma ha perpetuato un modello fallimentare e oneroso per la città e i cittadini. Leonia e Multiservizi invece sono state sostituite da due società miste fotocopia, dal nome più altisonante ma altrettanto incapaci – e la città lo dimostra - di affrontare i problemi della città. Le strade rimangono un groviera di buche, interi quartieri rimangono al buio per settimane, le percentuali di raccolta differenziata sono ridicole e nonostante il clima aiuti, Reggio rimane infestata da insetti e roditori”. Di certo nel cestino – sottolineano gli attivisti pentastellati – “ sembra essere finito il programma “Palazzo San Giorgio Casa di Vetro” con cui l’allora aspirante sindaco aveva promesso trasparenza nell’amministrazione. In realtà, allo stato non possiamo che constatare che la tanto annunciata rotazione dei dirigenti è rimasta sulla carta e che appaiono oscuri i criteri di nomina dei consulenti scelti dall’amministrazione”. È il caso – elencano dal Meetup Cinque stelle - “di Saverio Abenavoli, cugino di primo grado del suocero di Falcomatà chiamato a fare l’amministratore delegato delle due nuove società in house, Castore e Polluce, del cugino acquisito del sindaco Fabio Badami, ex maresciallo della Finanza finito al centro di un procedimento per concussione da cui è uscito grazie alla prescrizione cui non si è sognato di rinunciare e Grazia Gatto, ex collaboratrice del Museo della Ndrangheta di Claudio La Camera – attualmente indagato dalla Dda reggina proprio per la gestione dei fondi generosamente ricevuti. Anche la Gatto è finita al centro di un procedimento penale, da cui è uscita patteggiando un anno e quattro mesi per falso ideologico”. Si tratta di nomine su cui Falcomatà ha deciso di fare un passo indietro quando lo scandalo è finito sulle prime pagine dei giornali cittadini, ma la cosa– sottolineano dal meet up reggino – “non cancella la gravità del tentativo. In più, aggiungono gli attivisti pentastellati, “solo per carità di patria non ritorniamo sulla vergognosa vicenda Miramare, il prestigioso albergo che quest’estate ha rischiato di trasformarsi in un lounge bar, quindi in un non meglio precisato “centro culturale” affidato all’ Associazione “Il Sottoscala”, che formalmente si occupa disabilità e non ha nessuna specifica competenza in materia di arte e cultura, ma forse non casualmente ha “il pregio” di fare riferimento all’imprenditore che ha prestato a Falcomatà i locali per la sua lunghissima campagna elettorale”. I pentastellati ricordano che il sindaco, prima di fare marcia indietro, ha tentato di giustificare la decisione con la necessità di “incrementare il turismo culturale, ma proprio il turismo è uno dei punti dolenti di questo primo anno di amministrazione. Sono rimasti lettera morta i lavori di ristrutturazione del lido comunale, l’eterno e inutile cantiere del centro cittadino – scosso da ripetuti scandali che hanno coinvolto anche i dirigenti incapaci secondo la Sovrintendenza di aver cura del patrimonio loro affidato – ha costretto allo slalom i pochi turisti approdati in città, la mancanza di interventi sulla depurazione ha alienato a reggini e turisti il mare in città, costringendoli a lunghe trasferte o a bagnarsi in acque classificate ad alto rischio, e non si ricorda alcun tipo di programma o iniziativa destinata a promuovere il tanto decantato turismo culturale o giovanile”. Certo – aggiungono i pentastellati – “la disastrosa situazione finanziaria del Comune impedisce interventi strutturali e taglia le gambe a finanziamenti, ma il sindaco sembra stato anche incapace di farsi sentire a Roma, dove in luogo della auspicata ‘legge speciale per Reggio’ che avrebbe dovuto dare gambe a progetti fermi al palo come l’esecuzione del bando del 2012 per l’edilizia popolare, ha ottenuto solo nuovi tagli”. Queste, concludono dal Meetup Cinque Stelle , “non sono che alcune delle promesse mancate e degli scivoloni che hanno caratterizzato il primo anno di amministrazione Falcomatà. Il sindaco dovrebbe fare un regalo a se stesso e alla città presentandosi ai cittadini per rendere conto di quanto successo in questi dodici mesi, ma anche le promesse di mantenere un rapporto diretto con la cittadinanza sembrano essere state archiviate insieme a gadget e brochure di campagna elettorale”.

 

Meetup Reggio 5 Stelle, Amici di Beppe Grillo