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ROSSANO (CS). Graziano: "mobilità, il piano trasporti è solo il primo passo"

ROSSANO (CS). Graziano: "mobilità, il piano trasporti è solo il primo passo"
 

 Dopo oltre sette mesi dal suo annuncio da parte del Presidente Oliverio il nuovo Piano trasportiregionale ha fatto il suo primo passaggio in Giunta. Capiamo le difficoltà nel mettere mani ad un sistema fermo a vent’anni fa e diventato farraginoso e che le risorse, soprattutto in questo particolare momento storico sono limitate, ma i cittadini non possono più aspettare. E a pagare le peggiori conseguenze di questa ennesima disfunzione, tutta calabrese, sono le nuove generazioni. Migliaia di studenti, particolarmente quelli che vivono nelle aree interne, anche quest’anno per accedere al diritto allo studio sono stati costretti a far sborsare fior di quattrini alle loro famiglie per l’acquisto dei ticket bus a fronte di un servizio del tutto inefficiente. Questo perché la Regione, avendo come punto di riferimento il piano chilometrico e delle esigenze della mobilità datato al lontano 1997 e non indicendo, da allora, nessuna gara per il trasporto pubblico, continua a rilasciare proroghe alle società di autolinee che ovviamente si limitano ad esercitare le tratte di 20 anni addietro. Una situazione paradossale e inammissibile!

   

Parte da queste considerazioni l’invito del consigliere regionale Giuseppe Graziano al governatore Mario Oliverio e all’assessore ai Trasporti Roberto Musmanno, di mettere in atto tutte le misure necessarie a fra partire subito il nuovo Piano trasporti e ad indire le nuove gare per una mobilità sostenibile e concreta per tutto il territorio calabrese. Ma anche necessari per la sopravvivenza del comprensorio della Sibaritide, del Pollino e della Sila Greca, che anche in questo caso risultano essere le arre più penalizzate della Calabria.

   

Nei mesi scorsi – afferma Graziano – sono sceso in campo di fianco agli studenti di Rossano per sostenere la loro battaglia per il diritto allo studio e alla mobilità. Mi feci portavoce delle loro istanze presso il Governo regionale, tant’è che il presidente Oliverio, in quell’occasione, annunciò il varo del nuovo piano trasporti. Era lo scorso marzo. Oggi, dopo molto mesi la Giunta ha approvato il nuovo piano dei trasporti reginale, ma occorre lavorare ancora tanto ed invito gli organi di governo a farlo alacremente. Sono convinto che bisogna attivare le procedure che portino alla liberalizzazione del servizio di trasporto pubblico. Così da poter creare le giuste condizioni per una sana concorrenza a tutto vantaggio dell’utenza. Ecco perché, sull’accesso al diritto alla mobilità dei cittadini calabresi serve una discussione seria e risolutiva che – continua a ribadire il Segretario questore del Consiglio regionale - sovverta totalmente il modo di gestione dei servizi di trasporto, sia su gomma che su rotaia, vitali per lo sviluppo e la crescita della Calabria.

   

E tutto questo – aggiunge ancora Graziano - rappresenta un’urgenza impellente per il vasto comprensorio della Sibaritide e del suo entroterra. Principalmente per i giovani. Che, non solo sono costretti all’imbarazzo di dover chiedere alle loro famiglie di sborsare tanti soldi diabbonamenti e ticketper raggiungere le scuole, a fronte di un servizio insufficiente, quanto – paradossalmente - si trovano in una condizione di isolamento cronico. Perché non ci sono corse pomeridiane che colleghino le periferie ed i centri montani a Rossano, Corigliano e Castrovillari e nemmeno una rete di trasporti coerente con le esigenze di queste tre Città. Insomma spese folli per salire su un bus che a mala pena porta i ragazzi a scuola, attraverso viaggi che sono quotidiane avventure, e li priva di quella socializzazione extrascolastica che è fondamentale per una sana formazione. Per i giovani dell’entroterra del Pollino e della Sibaritide, così come quelli del Basso Jonio, non esistono svaghi e le loro

 

ambizioni sono represse perché le Istituzioni non garantiscono loro i diritti fondamentali. Ecco perché – conclude Graziano - appena possono vanno via, spopolano i loro paesi e non tornano più nella loro terra.