Direttore: Aldo Varano    

SCULCO (CiR) sulle poltiche Euro Mediterranee

SCULCO (CiR) sulle poltiche Euro Mediterranee
         

“Un dibattito che dà spazio a questioni come ‘Ponte sì Ponte no’ e ad altre simili divagazioni, rischia di far perdere tempo prezioso al Mezzogiorno. Al contrario, consapevoli della crisi economica e delle difficoltà della politica di liberarsi dei tradizionali meccanismi che le impediscono di dotarsi di una strategia per il rilancio del Sud, occorrerebbe dedicare più attenzione alle politiche euro-mediterranee. Politiche - afferma la consigliera regionale di Calabria in Rete Flora Sculco - da considerare dal punto di vista del Mezzogiorno e della Calabria, la regione che, contemporaneamente, è l’area più a sud dell’Europa e la sponda nord per i Paesi prospicienti il Mare Nostrum. Più attenzione non solo per rinsaldare preziosi rapporti culturali, ma anche per agganciare le tante opportunità che offre uno spazio demograficamente imponente ed economicamente sempre più interessante. La Calabria ed il Mezzogiorno - aggiunge Flora Sculco - fanno bene a rivendicare più attenzione dal Governo ed impegni concreti da assumersi con la legge di Stabilità, ma occorre introdurre nel dibattito pubblico l’urgenza di porre la questione meridionale nello scenario euro-mediterraneo in cui l’Italia del Sud può e deve svolgere una funzione importante. Il raddoppio del Canale di Suez (è stato spiegato dal Rapporto del Centro studi di ricerche sul Mezzogiorno presentato qualche giorno fa a Napoli) farà diventare la direttrice marittima Europa-Mediterraneo-Suez- Golfo come la rotta dominante non solo per i traffici commerciali da e verso l’Asia, ma anche per quelli dall’Asia alla costa orientale degli Stati Uniti passando dal Mediterraneo. Il Sud italiano è l’area del Paese con il più alto volume di scambi con il Paese dell’altra sponda del Mare Nostrum. Oggi l’export italiano verso il Sud Mediterraneo e il Golfo rappresenta più di quanto il Paese esporta in Cina e Stati Uniti e siamo il primo Paese in Europa per interscambio marittimo con il Mediterraneo”. Spiega la consigliera regionale: “Sono dati e cifre con cui Regioni come la nostra debbono fare i conti. Avviando, fin da subito, un tavolo operativo col coinvolgimento del sistema imprenditoriale, per dare slancio a idee innovative in grado di intercettare occasioni di sviluppo economico e sociale, mettendo in collegamento diretto il Mezzogiorno d’Italia con i Paesi emergenti dell’Africa. Per fare tutto ciò, servono decisioni chiare e investimenti finalizzati al potenziamento di infrastrutture esistenti come il Porto di Gioia Tauro, gli aeroporti calabresi e le università. L’obiettivo cui mirare dovrebbe essere quello di inserire la Calabria, senza attendere progetti calati dall’alto ma attraverso una forte spinta dai territori, nelle dinamiche che attraversano il Mediterraneo. Come giustamente ha riferito Giuseppe De Rita nel corso di un convegno organizzato dall’Associazione degli ex consiglieri regionali, la Calabria ha tutto l’interesse ad accettare la sfida di occuparsi di Mediterraneo nella logica di un processo quotidiano di bilateralità, di autonomia della società e di rifiuto della programmazione e del potere pubblico come unico soggetto di sviluppo. La spinta neocentralista si fronteggia soprattutto attrezzando l’autonomia regionalista e dei territori con progettualità e idee, perciò sarebbe auspicabile - finisce Sculco - un dibattito su temi del genere in Consiglio regionale con la presenza dei ‘saperi’ di cui disponiamo, in primis le università, e con lo scopo di istituire immediatamente un Osservatorio sul Mediterraneo inclusivo di più istanze rappresentative della società”.