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CATANZARO. Seminario sulla Sanità del PD calabrese. Dibattito con Magorno, Oliverio e Gelli

CATANZARO. Seminario sulla Sanità del PD calabrese. Dibattito con Magorno, Oliverio e Gelli
 

Un momento di riflessione importante che ha visto sedute attorno allo stesso tavolo professionalità e competenze nel settore della Sanità calabrese, senza divisioni e spaccature con l’obiettivo di portare il contributo di idee e progetti del Partito democratico al presidente della Regione, Mario Oliverio. L’appuntamento con quella che è stata definita “Leopolda” della Sanità calabrese, voluta dal segretario regionale del Pd, Ernesto Magorno, si conclude con una giornata di confronto che consegna alla discussione i documenti di sintesi prodotti nei partecipati tavoli tematici: riorganizzazione rete ospedaliera; riorganizzazione rete territoriale; Università, Ricerca, Innovazione; Piano di rientro – riequilibrio bilancio (garantendo i livelli essenziali di assistenza) e Rete Socio-Sanitaria aperta alle realtà del Terzo Settore. Nessuna ricetta miracolosa ma tante idee e contributi che devono essere valorizzati senza essere dimenticati, e soprattutto un Partito che discute senza dividersi in “guelfi e ghibellini” come dice il segretario regionale Ernesto Magorno nella sala del consiglio provinciale di Catanzaro, accanto al padrone di casa, il segretario provinciale e presidente della Provincia, Enzo Bruno; il responsabile nazionale del settore Sanità nella segreteria del premier Matteo Renzi, Federico Gelli; ma anche i consiglieri regionali Enzo Ciconte e Antonio Scalzo, raggiunti dal neo presidente della commissione regionale antimafia Arturo Bova, e altri colleghi seduti in ordine sparso negli scranni delle assise provinciali; i deputati Demetrio Battaglia, Enza Bruno Bossio e Nicodemo Oliverio, giusto per citare qualche esempio. Nel pomeriggio, dopo la mattinata di lavoro con i saluti di Bruno e l’intervento del sottosegretario alla Sanità, Vito De Filippo, la parola è passata ai protagonisti del dibattito, i componenti della Consulta che hanno portato a sintesi il lavoro ai tavoli tematici prima dell’arrivo del presidente della Regione, Mario Oliverio.

 

“Il nostro deve essere un partito che propone, mette in campo le proprie energie. Quella delle consulte è una idea e oggi ci dimostra nella sua validità – ha detto Magorno -. Quella sulla sanità deve essere permanente, deve avere un ruolo di consultazione, proposta e ausilio al governo regionale, a sostegno dell’azione della coalizione di centrosinistra di cui il Pd è il cuore. Quando discutiamo nel merito delle questioni non ci sono né guelfi né ghibellini, ma pensiamo agli interessi della regione. Quando un calabrese non andrà più fuori a curarsi, avremo raggiunto un grande risultato. E io guardo all’assemblea del 28 novembre non un momento di resa dei conti, che faremo quando alle prossime elezioni porteremo i risultati. Sono certo che il Pd saprà fare bene sulla sanità, come sul resto delle questioni che interessano il futuro della regione”.

 

“La giornata di oggi può essere un momento di riflessione importante per la Calabria a condizione che sia un punto di ripartenza e una svolta – ha detto il presidente della Regione Mario Oliverio -. Può essere una opportunità per una forza che ha la responsabilità di governo e può vantare notevoli professionalità e competenze. Il Pd ha responsabilità del governo della Calabria e del Paese e questo ci chiama a una funzione di straordinaria importanza. Per quanto riguarda la sanità in Calabria dobbiamo partire dalla condizione data, che vede la Regione in piano di rientro da 6 anni. I dati ci dicono che la mobilità passiva è aumentata, le liste di attesa si sono allungate, nei livelli essenziali di assistenza siamo all'ultimo posto. Bisogna sfatare la visione per la quale ci sarebbe una rissa con il commissario, con l'istituzione del commissario non ho nessun conflitto, ma nel corso di questo anno la situazione è peggiorata e questo non posso tacerlo, significherebbe non esercitare il mandato assegnatomi dagli elettori. Le priorità sono affrontare i punti di maggiore criticità come i pronto soccorso nell'ambito di una visione programmatica e integrata che si fondi su un piano sanitario che anzitutto riqualifichi i servizi. Ma tutto questo ancora non c'è, lo dico con amarezza. Si è perso un anno, la spesa sanitaria ha avuto una nuova impennata rispetto al 2014. Quando dico che occorre rilanciare la sanità io non rivendico il potere di gestire il settore, ma la Regione non può non essere coinvolta – conclude Oliverio -. Siamo stati commissariati in molti settori ma ci siamo rimboccati le maniche e ci stiamo riuscendo, e dobbiamo essere aiutati, non sostituiti". 

 

“Parlare di sanità in questo modo è stata una buona intuizione di Magorno, i tavoli sono andate molto bene hanno registrato una grande partecipazione, di operatori, volontari, cittadini, fornendo materiali e proposte utili per il governo regionale e nazionale perché i temi della Calabria sono i temi del paese. Mi auguro che si ritrovino un equilibrio e una collaborazione tra l’Ufficio del commissario e la Regione Calabria, perché se remano tutti e due nella stessa direzione c’è la possibilità che la Calabria ce la fa, magari non in un anno ma in due anni. Se invece si innescano meccanismi di competizione questo è un danno per l’intera collettività – ha detto invece il responsabile sanità del Pd nazionale Federico Gelli -. L’interesse del Partito democratico è che questa regione possa ritornare a essere una regione in cui i cittadini sono orgogliosi i vivere e hanno la garanzia di essere assistiti al meglio, evitando i viaggi della speranza che impoveriscono la regione, mortificano le notevoli professionalità che qui ci sono e creano un circuito vizioso nel quale i problemi della sanità non vengono risolti. Nella sanità di questo Paese si sono sprecati fiumi di milioni di euro. Il precedente commissario era un governatore, per la prima volta c’è un commissario che non coincide con questa figura. Un commissario che ha portato al dissanguamento e al malgoverno della sanità. Il governo centrale vuole avere un ruolo di aiuto al presidente della Regione, non di sostituzione”. “La comunità che oggi radunata ha dimostrato grande competenza – ha detto ancora Gelli - ed è compito della politica restituire questa fiducia nella classe dirigente che gestisce la sanità. La prospettiva che avete davanti nei prossimi due mesi è la costruzione del nuovo piano di rientro, lo farà chi ha la guida della regione, per il bene dei calabresi”.

     

Il dibattito

 

Nell’apprezzare il metodo di discussione che punta alla valorizzazione delle competenze interne al partito nei singoli settori, la deputata Enza Bruno Bossio ha evidenziato come sia importante capire “in che modo il Partito democratico si fa carico delle prospettive emerse con i suggerimenti forniti nel confronto ai tavoli tematici”.

 

“I Piani di rientro in Italia hanno funzionato sul piano dei disavanzi, un fatto sicuramente necessario che certo non è bastato ad esempio a frenare le fughe sanitarie – dice l’ex assessore regionale Demetrio Naccari Carlizzi -. L’auspicio è che l’attuale gestione commissariale assicuri interventi che servano a tradurre il piano di rientro finanziario in un piano di rientro che rifunzionalizzi la sanità calabrese, in un quadro di assoluta collaborazione”. Sulla riorganizzazione territoriale non siamo all’anno zero ma rappresentano esempi virtuosi, sostiene Franco Esposito, “i commissari dovrebbero vedere in maniera selettiva cosa va bene e cosa no. Dobbiamo ragionare su come uscirne fuori, non basta ragionare su come risparmiare”

 

Secondo il consigliere regionale Enzo Ciconte “è fondamentale partire dal basso e discutere per poi portare al governo regionale, e più in alto, le idee che arrivano da questo confronto. Una cosa è il piano di rientro, un’altra il commissariamento – dice ancora Ciconte -. Dobbiamo cercare di ridurre sprechi e inefficienze anche con le nostre forze e avere un’idea di quello che vogliamo fare della sanità. Non si può procedere all’integrazione tra aziende sanitarie e ospedaliere senza garantire la pari dignità, quello che succede a Catanzaro tra Azienda ospedaliera e universitaria è inaccettabile. Tutti siamo interessati a questa azienda unica, ci giochiamo anche la nostra credibilità: ma deve rappresentare un passaggio innovativo che dia grande credibilità. Un Partito unito con un governo regionale unito può fare grandi cose per fare in modo che la sanità funzioni. Non possiamo qui esaurire il compito di fare delle proposte articolate”. L’apprezzamento al segretario regionale Magorno per l’iniziativa sulla giornata di studio sulla sanità arriva anche dal consigliere regionale Antonio Scalzo, una esperienza che però “deve continuare, nella direzione dell’impegno e della crescita a sostegno del governo regionale che deve sentire il supporto della classe dirigente”. Dall’aula del consiglio provinciale di Catanzaro deve arrivare al Paese deve arrivare un messaggio positivo: la Calabria vuole acquistare superare l’immagine della regione sprecona, recuperare la fiducia dei cittadini.