Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Presentato "Edilnet" il contratto di rete per il rilancio dell'imprenditoria reggina

REGGIO. Presentato "Edilnet" il contratto di rete per il rilancio dell'imprenditoria reggina
 

  

Reggio Calabria al centro del metadistretto produttivo della bioedilizia. E’ questo l’obiettivo di Edilnet, il contratto di rete che coinvolge oltre 18 realtà dell’imprenditoria locale e che, grazie al sostegno della Regione, porterà le imprese reggine a riposizionarsi sul mercato dell’edilizia “etica e sostenibile”. Il network è stato presentato nella sede di Confindustria Reggio, nel corso di un convegno che ha evidenziato le grandi opportunità legate a questo settore, inserito nella cosiddetta “strategia della specializzazione intelligente” varata nell’ambito del Por Calabria 2014-2020. La bioedilizia può essere uno degli strumenti più utili per il rilancio del settore delle costruzioni, ormai da tempo alle prese con una gravissima crisi”, ha evidenziato Francesco Berna, presidente Ance Calabria, secondo il quale “ecosostenibilità, green economy e riqualificazione energetica delle città costituiscono precise linee guida di sviluppo per garantire un futuro a un settore di vitale importanza per l’economia calabrese”. Francesco Siclari, presidente Ance Reggio Calabria, ha auspicato che la rete Edilnet “sia aperta per l’inserimento di nuove aziende” evidenziando inoltre la necessità di “ripensare al recupero degli edifici e del territorio piuttosto che alla costruzione di nuove volumetrie”. Per il senatore Antonio Caridi, già assessore regionale alle Attività produttive all’epoca dell’avvio del progetto, ha voluto rimarcare la necessità di “questo gioco di squadra fra imprese e istituzioni per aumentare il peso specifico del comparto segnato da microrealtà troppo fragili per competere sui nuovi mercati del futuro”.

 

Nella sua relazione Antonino Tropea, direttore Ance Reggio Calabria, è sceso nei dettagli del progetto. Concetto fondamentale quello della bioedilizia: “Nella nostra percezione attiene a un modo diverso di costruire spaziando dai nuovi modelli di efficienza energetica al contrasto al dissesto idrogeologico”. La sfida delineata da Tropea si cala in un contesto ancora in forte sofferenza con l’edilizia, che rappresenta il 48% del Pil calabrese ma che “in questi sette anni di crisi ha perso 36 mila posti di lavoro e 1416 imprese”. Un plauso va, secondo Tropea, alla Regione Calabria che sta operando con coerenza e continuità a prescindere dal cambiamento di maggioranza politica. L’attuale assessore allo Sviluppo economico, Carmen Barbalace, ha annunciato “la creazione di tavoli tecnici tematici per affrontare le diverse specificità che possono concorrere al pieno rilancio del comparto”. La rappresentante della giunta Oliverio ha evidenziato “l’impegno istituzionale del governo regionale in direzione di una sinergia sempre maggiore con i rappresentanti del mondo produttivo affinché progetti come questo contratto di rete possano tradursi in effettive opportunità di crescita”. Il dirigente del dipartimento regionale competente, Felice Iracà, ha evidenziato con soddisfazione che “alla fine di un lungo percorso nasce la prima rete di imprese in provincia di Reggio Calabria nell’ambito della bioedilizia. Ciò che si è realizzato, l’aggregazione di piccole realtà diverse e complementari, vuole essere di stimolo anche agli altri attori istituzionali come quelli del sistema del credito, delle professioni e delle associazioni”. Il convegno è stato arricchito dal contributo di altre esperienze come quella di Ance Lombardia, il cui rappresentante Andrea Pastori ha evidenziato che “la bioedilizia si conferma essere uno dei fattori determinanti per traghettare il settore fuori dalla crisi”. Per Fulvio D’Alvia, direttore di Retimpresa, “è questo un tema ormai centrale anche perché rappresenta una risposta al problema dei cambiamenti climatici”. Per Andrea Cuzzocrea, presidente Confindustria Reggio, il punto determinante della nuova organizzazione sta nella sua capacità progettuale: “Questo strumento può avere degli sbocchi importantissimi per garantire quella progettualità che molto spesso manca in ambito metropolitano. Nasce così dal basso uno strumento per far fronte a una crisi che continua a causare enormi difficoltà al tessuto produttivo mentre non tutta la politica, pur con qualche lodevole eccezione, riesce a cogliere l’effettiva portata del momento”. Ha concluso i lavori Antonio Gennari, vicedirettore generale Ance: “C’è una novità importante nella legge di stabilità presentata dal governo e fortemente auspicata dall’associazione: la cancellazione del patto di stabilità interna dei Comuni che comporterà l’amministrazione ordinaria degli investimenti fino ad ora penalizzati proprio dal patto di stabilità e la possibilità di scegliere se investire in spesa corrente o in investimenti”.