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Gianni Speranza (Sel): "reddito minimo in Calabria una battaglia di civiltà"

Gianni Speranza (Sel): "reddito minimo in Calabria una battaglia di civiltà"
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"Gli ultimi dati Istat sull'economia italiana pubblicati nei giorni scorsi fotografano un quadro sociale ed economico di estrema gravità, che colloca la Calabria all'ultimo posto nella classifica delle regioni italiane.

L'impatto sulla vita reale dei cittadini calabresi è drammatico: in tre anni il tasso di occupati è calato del 5,6%, mentre i consumi delle famiglie fanno segnare un -9,3%. Di fronte a questo scenario la politica regionale non può più rimandare!Deve dare prova di una reale volontà di cambiamento, attraverso un piano qualificato di contrasto alla povertà che introduca anche nella nostra Regione un reddito di sopravvivenza: una misura per dare un sostegno concreto e la possibilità di una vita dignitosa a tanti cittadini e famiglie in grave stato di indigenza. Sin dall'insediamento del consiglio regionale un anno fa, La Sinistra e il suo consigliere Giovanni Nucera hanno subito portato avanti l'introduzione del reddito minimo in Calabria come questione prioritaria della vita di questa nuova legislatura.  Sarà compito della giunta e del consiglio trovare la forma più adeguata, tra le diverse già introdotte nelle altre regioni (reddito minimo, reddito di sopravvivenza, reddito di inclusione sociale..). Al di là dei nomi, il governo regionale deve decidere perché ci sia nella nostra regione una forma di sostegno economico, anche minimo, a chi è disoccupato e vuole inserirsi nel mercato del lavoro così come  a tanti padri di famiglia che hanno perso il lavoro e vorrebbero trovare una nuova occupazione. Per fare questo occorre uno sforzo congiunto, del governo regionale e nazionale, per trovare le risorse e attivare un circuito virtuoso che, facendo ripartire i consumi delle famiglie, crei le condizioni per una ripresa economica e occupazionale della nostra terra. E' una battaglia di civiltà, per contrastare la povertà e dare dignità a tanti cittadini e tante famiglie. L'associazione "Libera" di Don Luigi Ciotti ne ha fatto una grande questione nazionale, come strumento di liberazione dal condizionamento mafioso e da tutti i condizionamenti. In altre regioni italiane guidate dal centrosinistra, come il Friuli Venezia Giulia e recentemente la Puglia, sono state già approvate leggi regionali sull'argomento. Addirittura anche nella regione Lombardia guidata da Roberto Maroni. Molti comuni calabresi,  quasi sempre all'unanimità,hanno approvato  mozioni a sostegno della proposta già in discussione in consiglio regionale. Mi auguro  che da giunta e consiglio regionale  sia emanata presto una legge per il reddito minimo  come primo passo di un'azione vera di cambiamento, che metta in moto per la nostra regione  politiche sociali ed economiche serie,inclusive e solidali.