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REGGIO. Full Service, De Stefano (Uiltucs): “lottiamo fino in fondo contro i licenziamenti”

REGGIO. Full Service, De Stefano (Uiltucs): “lottiamo fino in fondo contro i licenziamenti”

  

In settimana dovrebbero arrivare ai rispettivi destinatari le raccomandate attraverso le quali la Full Service comunicherà il licenziamento a 18 dei suoi 75 dipendenti. Ci sono amarezza per quanto sta accadendo e preoccupazione per il futuro tra i lavoratori da anni impiegati nella vigilanza negli uffici giudiziari a Reggio e nella sua provincia. E pure la sensazione di essere lontani da una risoluzione positiva di una vertenza che sembra compromessa. Ma i 18 che assicurano la sicurezza in siti come Cedir, piazza Castello e aula bunker di viale Calabria, insieme alla Uiltucs e alla sua segretaria Sabrina De Stefano, non mollano e vogliono provarci ancora. E chiedono un immediato confronto tra sindacato, azienda, Prefettura, Comune, Regione e rappresentanti di soggetti coinvolti come Tribunale e forze dell’ordine, oltre ad annunciare un possibile sitin in piazza Italia. La vicenda ha avuto inizio con la presentazione da parte della Full Service di una richiesta di demansionamento, cioè un declassamento di ruolo e retribuzione, che è stato rifiutato da alcuni lavoratori. Successivamente, si è aperta la procedura di licenziamento collettivo e quindi si è giunti al tavolo della Tripartita regionale, al quale si sono seduti azienda, sindacato e il rappresentante del Dipartimento lavoro della Regione. Considerate le imminenti raccomandate, che annunceranno il licenziamento immediato per 15 unità e quello entro 120 giorni per i restanti 3, il tavolo si è rivelato un nulla di fatto, visto che la proposta dei mille euro è stata rimandata al mittente dai sindacati e le più percorribili strade della cassa integrazione o dei contratti di solidarietà non sono state intraprese dall’azienda come soluzione tampone. Adesso i margini di azione sono ridotti, ma lavoratori e sindacato non si arrendono. «La situazione è difficile, ma vogliamo provarci. Le comunicazioni dei licenziamenti pare siano state già state inviate, ma, anche se è dura, vogliamo provare a riaprire la questione. Per questo chiediamo un ulteriore confronto con l’azienda e le istituzioni, anche quelle del settore giudiziario. Qualora ci fosse nulla da fare come è probabile che sia, al tavolo pretenderemo delle garanzie per i 18, cioè la loro chiamata per nuove possibili commesse» afferma la De Stefano. «E’ da anni ed anni che lavoriamo e siamo altamente specializzati. La sicurezza nei luoghi di giustizia è fondamentale, noi verremmo sostituiti da colleghi formati da pochissimo. E, poi, c’è un rapporto particolare con magistrati, cancellieri, avvocati e tutti coloro che frequentano le aule, che ci stimano ed hanno fiducia in noi. Nonostante retribuzioni ferme al saldo di settembre, straordinari ed altri sacrifici, e dubbi sui criteri di selezione dei licenziati, siamo sempre stati presenti con professionalità sul nostro posto di lavoro e continueremo ad esserlo finché non ci diranno ufficialmente di averlo perso – è lo sfogo dei lavoratori – la proposta dei mille euro è offensiva, noi avevamo proposto una soluzione tampone di 6 mesi anche perché a breve ci sarà la gara d’appalto per il servizio di sicurezza al tribunale. Siamo consapevoli che l’azienda, che già nel 2010 aveva tagliato nonostante commesse milionarie, è in difficoltà per aver perso contratti di servizio in provincia e non a Reggio, dove, però, la nostra presenza al Cedir, a piazza Castello e negli altri palazzi giudiziari è fondamentale. Siamo altrettanto consapevoli che siamo in una società privata e che quindi il pubblico può fare ben poco. Ma chiediamo alle istituzioni, che sono state completamente assenti, quantomeno di avere coscienza della nostra situazione».