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REGGIO. Mauro: "completare il progetto della metropolitana di superficie con le fermate di Lazzaro, Bocale e San Leo"

REGGIO. Mauro: "completare il progetto della metropolitana di superficie con le fermate di Lazzaro, Bocale e San Leo"
 

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 «Dove sono andate a finire le fermate ferroviarie di Lazzaro, Bocale e San Leo previste nel progetto della metropolitana di superficie e finanziate con le economie ricavate dal progetto di raddoppio ferroviario della linea jonica?». E' l'interrogativo che si pone il Consigliere comunale delegato alla Città Metropolitana Riccardo Mauro, commentando la notizia della prossima inaugurazione della fermata ferroviaria di Pentimele a Reggio Calabria. Ho apprezzato la presa di posizione del Vicepresidente della Provincia, intervenuto nei giorni scorsi sulla questione. Certamente l'inaugurazione della fermata di Pentimele è una buona notizia per la città, soprattutto considerando la centralità di un quartiere che è da sempre un punto di riferimento per i reggini, anche in relazione alla presenza delle sue importanti strutture sportive ed ancor di più in vista dei progetti previsti dall'Amministrazione comunale nell'ambito dei Patti per il Sud che proprio in quell'area hanno previsto la costruzione di un altro importante polo sportivo. Ma è bene ricordare - aggiunge Mauro - che nel progetto venuto fuori dalla Conferenza dei Servizi, tenutasi sei anni or sono, il tratto compreso tra Reggio Calabria e Melito prevedeva anche le fermate di Annà, Sant'Elia di Lazzaro, Bocale II e San Leo. Le uniche due realizzate al momento sono quelle di Annà e quella in prossimità dell'Aeroporto Tito Minniti. Dove sono finite tutte le altre? Dove sono finiti i fondi destinati al completamento delle infrastrutture che erano state programmate sul nostro territorio in considerazione delle economie ricavate dal progetto di raddoppio della ferrovia jonica?».  «Da Delegato alla Città Metropolitana non posso che sottolineare l'importanza di un piano strategico dei trasporti sul nostro territorio - prosegue il consigliere Mauro - lo sviluppo della linea ferroviaria jonica andrebbe a decongestionare il traffico sulla Strada Statale 106, una delle arterie stradali più pericolose d'Italia, che negli ultimi anni, e non solo, è stata il teatro di una lunghissima serie di tragici incidenti mortali. Non possiamo continuare a piangere i nostri morti mentre si fa poco o nulla per rigenerare le nostre arterie stradali e differenziare le modalità di spostamento incentivando l'uso delle linee ferrate. Appena una settimana fa l'ennesimo terribile incidente stradale ha spazzato via la vita di due ragazzi giovanissimi, entrambi di Lazzaro, e proprio in questi giorni ricorre l'anniversario della morte di altre due persone, decedute il 18 gennaio dell'anno scorso. Ogni volta che si parla di Statale 106, purtroppo siamo costretti ad una sorta di bollettino di guerra inaccettabile. Compito delle istituzioni è quello di incentivare il trasporto sulla linea ferrata jonica. E lo si fa prevedendo il completamento delle tre stazioni fantasma, quelle inizialmente previste dal progetto della metropolitana di superficie, che dovranno essere servite da corse frequenti, soprattutto negli orari strategici di entrata e di uscita dalle scuole e dagli uffici, e negli orari di coincidenza con i voli dell'Aeroporto dello Stretto. Questo non significa abdicare alla messa in sicurezza della Statale 106, ma serve a creare un'alternativa di mobilità valida che possa in qualche modo servire a decongestionare il traffico stradale».

   

«Completare il progetto delle fermate della metropolitana di superficie è fondamentale per il corretto sviluppo della mobilità sul nostro territorio. L'area sud della città di Reggio e i centri immediatamente limitrofi sono una delle aree più importanti per lo sviluppo dell'offerta turistica estiva nella nostra provincia. Inoltre il completamento delle fermate andrebbe a rappresentare una valida alternativa per tutti quei cittadini che vogliono evitare di spostarsi in auto, contribuendo in questo modo - conclude Mauro - a migliorare l'ambiente e la qualità della vita sul nostro territorio».