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REGGIO. Si è svolta l'assemblea de "La Cosa Pubblica" sul destino degli ex lavoratori Multiservizi

REGGIO. Si è svolta l'assemblea de "La Cosa Pubblica" sul destino degli ex lavoratori Multiservizi
  

Si è svolta ieri presso l’Hotel Palace l’assemblea promossa dall’Associazione “La Cosa Pubblica” sul destino degli ex lavoratori Multiservizi. I lavori, che si sono svolti in una sala conferenze gremita di cittadini, tra i quali una delegazione di ex dipendenti della Multiservizi, sono stati presieduti da Stefano Morabito e aperti dalle relazioni dei dottori Mery Costantino e Antonio Pensabene che hanno illustrato i dettagli del parere giuridico redatto su istanza dell’Associazione, ribadendo la necessità di rispettare il quadro legislativo procedendo all’assorbimento degli ex dipendenti Multiservizi nelle nuove società Castore e Polluce, e attivando la selezione prevista per eventuali altre assunzioni dall’esterno che dovessero rendersi necessarie. A sostegno di tali argomenti, i dottori Costantino e Pensabene hanno illustrato non solo il contenuto della normativa vigente e numerose sentenze, ma persino una recente delibera del Comune di Venezia dell’ottobre 2012 che, sciolta una società mista e creata una società in house, disponeva attraverso un testo conciso e chiarissimo, il passaggio dei dipendenti alla nuova società “secondo le previsioni dell’articolo 2112 del codice civile”. Tutto il contrario rispetto alla farraginosità, la lentezza e l’ambiguità delle procedure messe in atto dal Comune di Reggio in questi lunghi mesi. Inoltre si è posto l’accento sul fatto che le rassicurazioni riguardo al trattamento favorevole che si vorrebbe riservare agli ex lavoratori Multiservizi in un’eventuale selezione rappresentano la degradazione di un diritto all’assorbimento nelle nuove società a mero trattamento di parziale vantaggio e non può in alcun caso dare alcuna certezza in merito alla riassunzione, contrariamente a quanto fatto intendere da qualche imprudente amministratore a diversi lavoratori. È stata apprezzata la partecipazione all’assemblea dei consiglieri Lucio Dattola (Forza Italia) e Paola Serranò (Partito Democratico), che non hanno mancato di offrire il proprio contributo alla discussione e hanno mostrato interesse a seguire con attenzione la vicenda nelle prossime settimane, anche sulla scorta di quanto emerso durante i lavori. Parallelamente, si è stigmatizzata l’assenza del resto della compagine consiliare, sia di maggioranza che di opposizione, e dell’esecutivo cittadino e del Sindaco, che non ha inteso inviare neppure uno dei membri del suo nutrito staff . Uno staff che, è stato fatto notare, contrariamente a quanto si vorrebbe fare con i lavoratori multiservizi (che invece avrebbero diritto a essere direttamente riassorbiti), è stato assunto senza alcun credibile meccanismo di selezione, ma per via prettamente “fiduciaria”, meccanismo applicato persino al direttore delle due nuove società, i cui dipendenti, invece, contraddittoriamente, vorrebbero farsi passare attraverso griglie valutative e punteggi. Sono intervenuti, inoltre, Aldo Libri del sindacato Sul e Franco Cutrì della Fiadel, che hanno ripercorso le tappe della vicenda e sottolineato la chiusura a un reale dialogo da parte dell’amministrazione. In particolare, Libri ha richiamato l’attenzione dei presenti sullo strano silenzio da parte delle maggiori organizzazioni sindacali in una vicenda pur rilevantissima per il destino lavorativo di centinaia di famiglie e per gli interessi generali della città. A questo riguardo, è emerso durante l’assemblea che presso lo staff del primo cittadino sono stati chiamati proprio tre rappresentanti sindacali di CGIL, CISL e UIL, il che pare autorizzare più di un legittimo sospetto sul condiscendente immobilismo e totale silenzio di dette organizzazioni sindacali sulla vicenda. Infine, dopo gli interventi del delegato sindacale Giovanni Mauro, e degli ex dipendenti Multiservizi Maurizio Mallamaci e Maria Surace, che hanno espresso le proprie preoccupazioni e ripercorso le tappe di una lunga vicenda che spesso ha visto gli amministratori locali insensibili alle legittime rivendicazioni del loro diritto al lavoro, dopo ltri interventi , tra cui quello del prof. Leo Nucera, Stefano Morabito ha concluso i lavori ribadendo la disponibilità dell’Associazione “La Cosa Pubblica” ad offrire il proprio sostegno alla causa dei lavoratori e una rigorosa vigilanza sulle attività delle nuove società che, proprio per la incomprensibile scelta di realizzarle nella forma “a responsabilità limitata” necessitano di una maggiore e inedita attenzione da parte della cittadinanza tutta perché non si verifichino le storture del passato. Infine, nel sollecitare la consigliera Paola Serranò affinché sostenesse la richiesta di affrontare la vicenda con la massima trasparenza in un consiglio comunale aperto, Morabito ha fatto richiesta  attraverso di essa al sindaco Giuseppe Falcomatà, dopo il copia e incolla del programma elettorale di Matteo Renzi e la pedissequa copia del regolamento comunale sulla collaborazione tra cittadini e Amministrazione dall’analogo testo del Comune di Bologna, di volere sfruttare l’allenamento acquisito per copiare l’art. 14 della citata delibera del Comune di Venezia che, in ottemperanza alla legge (e in un caso identico a quello che riguarda la nostra città) prevede l’assorbimento dei lavoratori nelle nuove società secondo quanto previsto dal Codice Civile