Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Bordini (AN) su comandante vigili RC

REGGIO. Bordini (AN) su comandante vigili RC
 

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La legalità si pratica quotidianamente non si declama. Diversamente, si rischia di “predicare bene e razzolare male” Lo strumento principale che un’Amministrazione Comunale possiede per perseguire la legalità garantendo la sicurezza, la difesa del territorio e il rispetto delle regole del vivere civile, è rappresentato dalla Polizia Municipale. Ebbene, constatiamo con grande preoccupazione che il sindaco Falcomatà non è stato in grado di nominare, a distanza di oltre un anno dall’insediamento, il Comandante del Corpo dei Vigili. Risale a dicembre l’ultimo atto con cui s’individua in via temporanea in detta funzione, la dott.ssa Antonia Acquaviva in atto Segretaria Generale del Comune, quale Dirigente del Comando dei Vigili, dopo diversi inefficaci e a volte maldestri tentativi di assegnare un vertice adeguato alla delicatezza dei compiti da svolgere. A cosa serve produrre ordinanze se l'Amministrazione non si dota dello strumento per farle rispettare? Non è tollerabile che non si riesca a trovare una soluzione definitiva a questa delicata ed intricata vicenda, della quale tutti gli autorevoli opinionisti, giornalisti e blogger sembrano disinteressarsi, che ha gettato nel caos l' intero Corpo dei vigili urbani, mortificando la buona volontà  degli agenti che rischiano quotidianamente la loro incolumità nel vano tentativo di compiere il loro dovere.  Il risultato e sotto gli occhi di tutti: nessun controllo del territorio, soprattutto nelle aree periferiche ad alto tasso di criticità, nessun servizio finalizzato a garantire la disciplina del traffico, la gestione della viabilità cittadina, la tutela dell’ambiente e delle attività produttive.È questa la dimensione della politica che ha fatto il suo ingresso a Palazzo San Giorgio dopo il lungo ed estenuante commissariamento? Questo il modello con il quale i cittadini devono confrontarsi? Le risposte a siffatti quesiti risuonano come note stonate e, così come accaduto in tante altre occasioni, anche in questa vicenda non rimane che prendere atto del modus operandi di Falcomatà, in barba ai proclami e ai buoni propositi annunciati nel suo programma di governo. 

Quanto sta accadendo dimostra che al bene comune siano anteposti motivi di opportunismo che,   mascherati da continui appelli in nome di una legalità di facciata, servono solo a costruire carriere politiche, determinando la perdita di credibilità nello Stato e nelle Istituzioni, con il conseguente rafforzamento della criminalità organizzata soprattutto in termini di consenso e di controllo del territorio, elementi che costituiscono i pilastri su cui si fonda il potere criminale.

  

Alessandra Bordini – Azione Nazionale