Direttore: Aldo Varano    

LOCRI (RC). Il Sindaco risponde al consigliere Cavo con una lettera aperta

LOCRI (RC). Il Sindaco risponde al consigliere Cavo con una lettera aperta
 

Una lettera aperta indirizzata al Capogruppo di opposizione, consigliere Antonio Cavo, attraverso la quale il Sindaco Giovanni CALABRESE intende replicare alla nota diffusa nei giorni scorsi in merito alle dichiarazioni rilasciate dallo stesso alla stampa circa le anomale assenze del personale comunale. Di seguito, il testo integrale.

  

                Illustre Consigliere Cavo, 

 ho letto con molta attenzione la nota del Gruppo di opposizione da Lei rappresentato.    Mi dispiace molto apprendere che è rimasto “attonito” per le mie “dichiarazioni” in merito a gravi situazioni che a mio avviso, invece, devono essere rese pubbliche, mentre per Lei devono essere taciute e quindi data giusta copertura a chi invece “abusa” di alcuni istituti che la legge mette a disposizione del pubblico dipendente.           Contrariamente a quello che Lei pensa e sostiene, non mi diverto a veder parlare in termini negativi della mia Città. Per garbo ed educazione non mi sono sottratto alle emittenti presenti in Città mentre non ho esitato, con convinzione, a rinunciare a partecipare a Roma alle prossime puntate dell’Arena di Giletti e Quinta Colonna di Paolo Del Debbio di domenica 31 gennaio e lunedì 1 febbraio.  Tale decisione sia perché il sottoscritto “non ha bisogno di promuovere o cavalcare campagne mediatiche” ed anche per rispetto delle competenti autorità che da circa quindici mesi stanno verificando quanto da me sostenuto in relazione al comportamento di una parte dei dipendenti.   Con riferimento alle problematiche della pubblica amministrazione mi sembra di capire che Lei ha la memoria corta. Uno dei motivi delle “premature” dimissioni della “Sua” amministrazione è stato pubblicamente indicato nella “scarsa collaborazione di parte del personale comunale” che, per come affermato dall’On. Lombardo, dopo la presentazione delle dimissioni, ha sempre “cercato di remare contro l’amministrazione comunale, indipendentemente da chi fosse il Sindaco o il colore politico dell’amministrazione”. Altra nota che mi aveva colpito, ma non sorpreso, la circolare del Sindaco Lombardo con la quale invitava “il personale dell’ente ad un comportamento educato nei confronti dei cittadini”.              E’ noto a tutti che non ho mai condiviso ed apprezzato l’operato del Sindaco Lombardo, ma ho preso come testamento politico quelle dichiarazioni e quella sua “amarezza” dovuta ad una parte di personale irresponsabile che, con il proprio comportamento, si è reso complice del disastro economico finanziario del Comune di Locri.  Lombardo ha mollato perché non disponibile ad abbassare la testa.   Io non abbasso la testa e non mollo. Non la do vinta a chi non ama la Città. Io detesto e contrasto i nemici della Città di Locri. Detesto e contrasto chi non ama Locri e vorrebbe impedirne la rinascita.    Mentre Lei “difende” pubblicamente i dipendenti e trova il coraggio di accusarli e sparare a zero “a porte chiuse”, noi invece abbiamo fatto altro e lo abbiamo fatto sempre alla luce del sole consci anche di non attirarci la loro benevolenza e simpatia; e proprio perché ha la memoria corta, anzi cortissima, e parla di “fallimenti” della mia amministrazione, sono costretto a ricordarLe alcuni dati e risultati.  In questi trenta mesi di amministrazione, grazie all’impegno dell’Assessore al ramo, Raffaele Sainato, molto è stato fatto per ridurre la spesa del personale e per cercare di creare le giuste ed eque condizioni lavorative per tutti attraverso un confronto quotidiano con i dipendenti comunali.           Innanzitutto, è stato “salvato”, con decisione politica e responsabile, il posto di lavoro a 41 dipendenti che la gestione commissariale aveva avviato verso la mobilità. E’ stata rideterminata la dotazione organica – con l’avallo del Ministero dell’Interno-, sono stati effettuati venticinque prepensionamenti, senza figli e figliastri, senza subire “pressioni politiche” ed interferenze varie da parte di nessuno.  Provvedimenti fondamentali per il futuro dell’ente, ma purtroppo non ostativi ad atteggiamenti, usi e costumi consolidati nel tempo.     Contrariamente anche a quanto avveniva in passato, si è dato impulso ai numerosi procedimenti disciplinari il cui esito però certo non dipende dalla volontà politica, ma dalla determinazione dei competenti uffici che però, per legge, vestono la stessa casacca degli interessati al procedimento. Immaginabile quindi l’esito. Il dato che un anno e mezzo addietro ci stupì molto non era quello del comportamento dei noti “fannulloni” che tutti conosciamo, ma lo spropositato numero di assenze per malattia.   Nell’anno 2014 ci sono state 1938 giornate di assenza per malattia a fronte di 120 dipendenti.       Tutti sanno, nessuno può negarlo, che molti dipendenti utilizzano in modo improprio tale istituto.   Infatti, da una recente verifica effettuata sull’anno appena trascorso sorprende che davanti ad una riduzione del personale di circa venticinque unità vi sia un aumento notevole delle giornate di assenza per malattia che si attesta oltre le 2500 giornate. Negli ultimi quattro anni sono state registrate diecimila (10000) giornate di assenza per malattia che, escluse le terapia salvavita e le astensioni obbligatorie, rappresentano in ogni caso un numero da guinness dei primati!!!! Caro Onorevole Capogruppo di opposizione questi purtroppo sono i dati riscontrati, dati oggettivi, dati inconfutabili. Davanti a questi dati inquietanti, rispondendo alle Sue recenti affermazioni nei miei confronti, mi rivolgo a Lei, che è tanto bravo, colto e preparato, per chiederLe quale potere ha un Sindaco per contrastare tale fenomeno?    “Senza demagogia”, mi dica Lei, che è tanto bravo, colto e preparato, quali dipendenti dovrei fare lavorare considerato che il 50% è assente per malattia; alle assenze aggiungiamo il giusto diritto al godimento delle ferie,  le assenze dovute ai permessi sindacali, ai permessi per motivi di studio, ai permessi per donazione del sangue, ai permessi derivanti dalla legge 104/92 -  di cui usufruisce il 12% dei nostri dipendenti -, senza dimenticare che il 50% dei dipendenti dell’ufficio tecnico e della polizia municipale gode di limitazioni al lavoro riconosciute dal medico competente.    E mi dica sempre Lei, che è sempre tanto bravo, colto e preparato, come si potrebbe in tale situazione riuscire, per come da Lei indicato, ad “ottenere le prestazioni e l’efficienza che si raggiungono, non a Bolzano o Aosta, ma almeno a Siderno, Roccella o nella media dei comuni calabresi?  E mi ricordi Lei che è tanto bravo, colto e preparato, quale proposta avete effettuato ed in cosa consiste la vostra piena collaborazione per una effettiva lotta contro l’assenteismo e l’inefficienza??  Davanti a tutto ciò, c’è sì da rimanere attoniti. Si rimane attoniti e sgomenti davanti alla vostra sterile e becera demagogia finalizzata solo ed esclusivamente a fare confusione ed a proteggere furbetti, fannulloni, scansafatiche e lavativi che sono corresponsabili della situazione del degrado amministrativo.     Nel salutarla Le ricordo che rimango dell’idea che “se non vivi in prima persona una situazione, non puoi giudicarla”. Io davanti a cotanto scempio ho avuto il coraggio di denunciarlo pubblicamente, altri hanno avuto atteggiamento pusillanime e sono andati via. In ogni caso, qualora non avesse gradito le mie esternazioni, come Sua consueta abitudine, sa dove rivolgersi.   Sicuramente non saranno le Sue iniziative giudiziarie ad impressionarmi, a fermare il percorso dell’amministrazione che mi onoro di guidare e, soprattutto, ad ostacolare la ripresa della Città dal degrado sociale, politico ed amministrativo in cui era finita a causa della pessima gestione politica portata avanti da Lei e dai suoi cari amici, compari ed amici degli amici.

               Certo della Sua ricambiata attenzione, Le auguro un serena domenica.  

Giovanni Calabrese

Sindaco “poco istituzionale” che con impegno e coraggio lotta per il riscatto della propria città.