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CATANZARO. Nicola Fiorita e Giancarlo Rafele raccontano storie di Calabria

CATANZARO. Nicola Fiorita e Giancarlo Rafele raccontano storie di Calabria

 

Quarto appuntamento con Viaggio nella cultura e nelle arti presso l’Istituto De Nobili di Catanzaro, la rassegna culturale organizzata con Book Club Umg. I protagonisti dell’incontro sono Nicola Fiorita, Docente di Diritto Ecclesiastico e membro del collettivo Lou Palanca, e Giancarlo Rafele, fondatore della Casa di Nilla. L’appuntamento è per sabato 13 febbraio 2016, ore 9.30 presso la sede centrale del liceo. A dare il benvenuto agli autori del libro Il bicchiere mezzo pieno. Storie di Calabria la Dirigente, la Dott.ssa Maria Bordino e a moderare l’incontro con gli studenti, aperto anche ai cittadini, la Prof.ssa Maria Rosaria Pittiglio.

Nicola Fiorita e Giancarlo Rafele hanno percorso svariati chilometri per raccontare la Calabria non solo attraverso luoghi, paesaggi e cultura, ma anche attraverso la storia di uomini e donne che non si arrendono agli individualismi, alla ‘ndrangheta, al malaffare. Il bicchiere mezzo pieno. Storie di Calabria è un piccolo ma grande libro, positivo e di resistenza in cui sono mostrate le realtà genuine della Calabria, con esempi di persone che tentano e investono nel recupero del patrimonio culturale locale. Fiorita e Rafele raccontano i tesori contemporanei che si nascondono tra i mari e le montagne calabresi, e tra pagine vive di speranza e filosofia del buon vivere anche eventi storici e avvenimenti politici.

Il bicchiere mezzo pieno, Sabbiarossa 2015: “Muli testardi che scalciano, non ancora convinti di poter essere felici”, cita gli autori, Igor Staglianò nella prefazione. Il bicchiere può essere mezzo - o tutto - pieno. Basta saperlo guardare con gli occhi giusti. Basta saperlo leggere con il cuore, passando per la pancia e per la testa. Ancora Staglianò: Ad un altro tornante della propria storia, la Calabria raccontata qui è davanti alla sfida di sempre: passare dall'io debordante al noi pressoché assente - eccetto, manco a dirlo, quello della propria famijja. Se è vero, ed è vero, che “il tramonto arriva e l'alba te la devi guadagnare”, la prova del nove sarà, ancora e per l'ennesima volta, quanto tempo impiegheremo per liberarci dalla tara più pesante e odiosa. Il bicchiere diventa mezzo vuoto, o vuoto del tutto, se si rimane accecati da quel “desiderare più il male dell'altro paese a te più vicino che il bene del proprio”. Un viaggio. Una cavalcata lunga “cinquemilaseicentoerotti chilometri” che è anche un atto d'amore fiammeggiante per la propria terra, la sua millenaria storia, la sua cultura.