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CATANZARO. Tavola rotonda del Pd sul dissesto idrogeologico

CATANZARO. Tavola rotonda del Pd sul dissesto idrogeologico
Prevenire è meglio che curare, soprattutto quando si tratta di preservare il territorio dalle conseguenze disastrose del dissesto idrogeologico, figlio malevolo della cementificazione selvaggia e del consumo del territorio. Dissesto idrogeologico: l’Area Vasta fra salvaguardia, programmazione e potenziamento delle infrastrutture” è il tema della tavola rotonda organizzata dalla Federazione provinciale del Partito democratico di Catanzaro che si è tenuta questa sera nella sala Giunta della Provincia di Catanzaro alla presenza del dirigente responsabile della “Protezione Civile calabrese, Carlo Tansi. A portare i saluti dell’assessore regionale ai Lavori pubblici, Roberto Musmanno – assente giustificato per motivi di salute – il capo struttura Francesco Mari, mentre all’ingegnere Fabrizio Galli è toccato entrare tecnicamente nell’attività del settore regionale in materia di prevenzione. Dopo il saluto di Francesco Perri, della segreteria provinciale della Federazione di Catanzaro che ha moderato il dibattito, a fare gli onori di casa Enzo Bruno, nella doppia veste di segretario provinciale del Partito democratico e presidente della Provincia di Catanzaro. Tanti i sindaci della provincia presenti, tra questi i vice segretari provinciali democratici: Michele Drosi, sindaco di Satriano e presidente dell’associazione dei piccoli comuni; Davide Zicchinella, primo cittadino di Sellia, e Gianluca Cuda, sindaco di Pianopoli. Con questa tavola rotonda vogliamo portare il nostro contributo all’azione programmatica della Giunta Oliverio in questa delicata problematica – ha detto Francesco Perri aprendo i lavori -. Per fare ciò bisogna necessariamente partire dai territori, tutelandoli e attrezzandoli soprattutto nella salvaguardia del suolo. Le azioni attuabili in relazione a questo rischio sono fondamentalmente la previsione, la prevenzione e la mitigazione degli effetti”. “Il nostro è un territorio fragile, sempre più soggetto a rischio di dissesto, come diretta conseguenza del consumo eccessivo di suolo e della cementificazione selvaggia che violenta il territorio senza preoccuparsi delle devastanti conseguenze – ha esordito Enzo Bruno -. Quello che deve cambiare per garantire maggiore sicurezza è il ruolo della Protezione civile e il sistema complessivo della prevenzione come strumento prioritario di contrasto al dissesto”. Argomenti, questi, al centro dell’azione amministrativa della Provincia sin dall’insediamento del presidente Bruno che tra i primi atti compiuti annovera proprio la convocazione di un tavolo con gli attori interessati alla pulizia dei fiumi e alla manutenzione, con la conseguente firma di un protocollo d’intesa per intervenire nella messa in sicurezza, soprattutto nei centri abitati. “Abbiamo stilato un elenco definito sulla base di criteri tecnici e non politici che ci ha permesso di attuare nei fatti la prevenzione necessaria a rispondere alle emergenze dettate da un’alluvione come quella dello scorso mese di ottobre – continua Bruno -. Nella provincia di Catanzaro sono caduti anche più millimetri di pioggia che nella provincia di Reggio, ma senza le drammatiche conseguenze che abbiamo registrato in quelle zone con opere pregevoli che hanno mitigati i danni”. Ancora una volta, l’invito rivolto da Bruno alla Regione, è quello di tener conto delle competenze e delle professionalità maturate nel sistema della prevenzione e del contrasto al dissesto idrogeologico al momento della definizione della legge regionale sulle nuove Aree vaste: “Una competenza, questa, sottratta alle Provincie dal 1 agosto scorso che il nuovo ente intermedio potrebbe svolgere con grande competenza assumendo il ruolo di gestione che la legge di riforma della autonomie attribuisce ai nuovi enti di Area vasta”. Un plauso all’operato della Provincia di Catanzaro in materia di prevenzione arriva proprio dal direttore della Protezione civile regionale, Carlo Tansi che ha confermato quanto ricordato da Bruno: nel Catanzarese il 30 e 31 ottobre sono caduti 734 millimetri di pioggia senza alcun danno grave, mentre nel reggino la pioggia caduta è stata di 400 millimetri con conseguenze disastrose. Tansi ha concluso i lavori dopo il dibattito a cui hanno portato il proprio contributo Davide Zicchinella, Leopoldo Chieffallo (sindaco di San Mango D’Aquino e presidente dell’Unione dei Comuni Ma. Re. Monti) e Pino Soriero. “Riformare la Protezione civile regionale è necessario – ha esordito Tansi -. Per usare una metafora calcistica, io ho una squadra formata da tutti terzini, tutte persone che lavorano in sala operativa, dietro la scrivania, oppure autisti, che sono tantissimi. Invece c’è bisogno di personale altamente specializzato, come tecnici dotati di sistemi informatici e non solo, per intervenire nelle emergenze. Abbiamo molti laureati, però sotto inquadrati e sottoutilizzati. Ecco, migliorando il personale senza licenziare nessuno e acquisendo nuove leve altamente specializzate dall’esterno sicuramente si può creare una squadra per competere – sempre restando nella metafora calcistica – in serie A al pari di altre realtà regionali se non meglio. Si può fare molto meglio e si deve fare molto meglio”. “Riformare la Protezione civile regionale è necessario. Per usare una metafora calcistica, io ho una squadra formata da tutti terzini, tutte persone che lavorano in sala operativa, dietro la scrivania, oppure autisti, che sono tantissimi. Invece c’è bisogno di personale altamente specializzato, come tecnici dotati di sistemi informatici e non solo, per intervenire nelle emergenze. Abbiamo molti laureati, però sotto inquadrati e sottoutilizzati. Ecco, migliorando il personale senza licenziare nessuno e acquisendo nuove leve altamente specializzate dall’esterno sicuramente si può creare una squadra per competere – sempre restando nella metafora calcistica – in serie A al pari di altre realtà regionali se non meglio. Si può fare molto meglio – ha concluso Tansi - e si deve fare molto meglio”.