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REGGIO. Sanità, Confindustria: "sconcertano le dichiarazioni di Scura"

REGGIO. Sanità, Confindustria: "sconcertano le dichiarazioni di Scura"
 

 

   

“Troviamo sconcertanti le recenti dichiarazioni del commissario ad acta per il Piano di rientro sanitario, Massimo Scura, secondo cui l’Asp di Reggio Calabria sarebbe una banca. Scura asserisce che i mancati pagamenti del sistema sanitario alle imprese fornitrici, che vantano crediti nei confronti dell'Asp, producono un singolare nuovo e redditizio sistema d’investimento. Siamo perplessi per questa curiosa ricostruzione, che sovverte completamente la realtà e sostiene una tesi indifendibile, secondo cui il creditore ha torto e il debitore ragione”. È quanto si legge in un comunicato della sezione Sanità di Confindustria Reggio Calabria che sottolinea “la scarsa conoscenza dei fatti e delle vigenti leggi che sembra caratterizzare il commissario, il quale giustifica i ritardi nei pagamenti delle imprese e accusa queste ultime di voler lucrare con gli interessi moratori. Affermazioni assai discutibili che fanno dubitare fortemente sulla conoscenza delle dinamiche dell’economia da parte di Scura. Il commissario infatti sembra ignorare le innumerevoli sollecitazioni delle imprese a ricevere i pagamenti e non considera gli sproporzionati interessi passivi che le stesse aziende sono costrette a pagare agli istituti di credito”. Secondo Confindustria Reggio Calabria, “non sono ammissibili né scuse né spiegazioni dietrologiche da parte della struttura commissariale che non sta applicando le leggi dello Stato italiano e le direttive europee che impongono il pagamento dei fornitori entro 30 giorni e la produzione degli interessi moratori a partire dal sessantesimo giorno”. Inoltre, spiega ancora la sezione Sanità degli industriali reggini, “bisogna chiarire che, nella maggior parte dei casi, il mancato pagamento non avviene per carenza di fondi ma per criticità organizzative su cui sembra il commissario non sia mai intervenuto. Da queste negligenze della pubblica amministrazione, e non certo degli imprenditori privati, discende la percentuale di interessi all’8,25% annuo, che ovviamente non sarebbe sopportato dall’Asp se solo quest’ultima pagasse i suoi fornitori nei termini previsti”. Confindustria ricostruisce le tappe di questa annosa vicenda: “Nel 2010 la Regione Calabria ha contratto un mutuo, per il pagamento dei debiti pregressi, di 500 milioni di euro. Poi ha affidato l’incarico di verificare i debiti a un advisor esterno, grazie al cui lavoro sono stati pagati, fino al 2014, circa 60 milioni di euro (altri 60 milioni circa sono stati pagati a seguito di decreti ingiuntivi). In cinque anni, dunque, la Regione è riuscita a pagare, grazie al lavoro dell’advisor, poco più del 10% della somma disponibile, ragion per cui Confindustria Reggio Calabria ha effettuato un accesso agli atti per vedere chiaro sull’attività dell’advisor, atti ancora non acquisiti relativamente alla rendicontazione del lavoro fatto”. Ad aggravare la situazione è il fatto che “a Reggio Calabria non vengono pagati nemmeno i decreti ingiuntivi esecutivi, al punto che i creditori sono costretti a ricorrere al giudizio di ottemperanza al TAR, fino alla nomina di un commissario ad acta, cosa che produce altre spese”. Un atteggiamento che “ha portato alla totale paralisi del sistema di pagamento” e che genera “un danno erariale in tutti quei casi in cui viene proposta opposizione a decreti ingiuntivi in maniera del tutto strumentale”.  Tutto questo, per la sezione Sanità di Confindustria Reggio, “si configura come paradossale e beffardo: basti pensare che i debiti pregressi non pagati, che avrebbero trovato ristoro con i circa 150 milioni di euro fermi presso la Tesoreria Unica ed appositamente stanziati dalla Regione, producono ogni anno interessi a carico dell’Ente per circa 12,3 milioni di Euro”. “Chiediamo, quindi, al commissario Scura – concludono gli industriali reggini – di intervenire nel merito dell’operato dei dirigenti del dipartimento della Salute e delle Aziende sanitarie, oltre che sulla verifica dei risultati dell’operato dell’advisor, rendendo efficienti le procedure di pagamento. È di questo che la sanità calabrese ha bisogno”.