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Legge regionale urbanistica, Mauro: "errare è umano, ma perseverare è diabolico"

Legge regionale urbanistica, Mauro: "errare è umano, ma perseverare è diabolico"
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"Sulla legge urbanistica siamo costretti a registrare un nuovo scivolone da parte della Regione Calabria. Dopo la legge sul trasporto pubblico locale, che non tiene conto delle deleghe affidate dalla Legge Delrio direttamente alla Città Metropolitana, anche la legge Urbanistica registra non poche pecche da questo punto di vista». È quanto dichiara in una nota il Consigliere Delegato alla Città Metropolitana Riccardo Mauro.«C’è da dire intanto che la nuova normativa è di fatto una semplice modifica della vecchia legge in vigore. Dunque - spiega il consigliere delegato - stando ai dettami della norma, che rimanda ad un altro articolo della vecchia legge, il piano strutturale comunale della città di Reggio Calabria avrebbe dovuto essere adottato (sic!) entro il 17 aprile 2003, in quanto la modifica della legge ne impone l’approvazione entro dodici mesi dalla legge del 2002. Un paradosso che ci fa comprendere come la nuova normativa regionale faccia davvero acqua da tutte le parti». «A prescindere dagli aspetti formali - prosegue Mauro -  anche entrando nel merito della questione, è bene sottolineare che la nuova Città Metropolitana non potrebbe comunque ottemperare adesso ai dettami della normativa, in quanto, seppur formalmente istituita, per espressa previsione legislativa non è ancora operativa e quindi non ha la possibilità di redigere il Piano Territoriale nei tempi previsti. Inoltre - aggiunge - la stessa normativa regionale impone che i piani strutturali dei Comuni rientranti nel perimetro della Città Metropolitana siano adottati in una fase successiva rispetto al piano territoriale della stessa Città Metropolitana. Una condizione che mette praticamente in fuorigioco tutti i comuni del reggino, obbligati ad attendere, in base a quanto disposto dall’articolo 27 della legge regionale, la redazione del piano territoriale della Città Metropolitana. Nei fatti la Regione continua a legiferare in spregio alla legge Delrio ed in particolare alla disposizione che prevede che la Città Metropolitana di Reggio Calabria entri in funzione a partire dalla scadenza degli organi della Provincia. Per cui ad oggi nessuno potrebbe redigere l’atto propedeutico ai Psc dei diversi Comuni». «Altra pecca da non sottovalutare - spiega ancora il delegato Mauro - è che la legge intervenendo in maniera retroattiva sui piani regolatori generali dei Comuni, modifica le destinazioni dei terreni ed i relativi titoli abilitativi già rilasciati e rende impossibile nuovi rilasci, facendo anche venir meno la quota-parte del valore imponibile per le imposte comunali su aree edificabili e le localizzazioni di opere pubbliche sia per il passato che per il futuro, fino a quando la normativa regionale non sia eventualmente abrogata o resa legittima». «Ma soprattutto - specifica Mauro - la nuova normativa fa venir meno la quota parte del valore economico delle aree di proprietà comunale inserite tra le voci dell'attivo patrimoniale i cui proventi, nel caso del Comune di Reggio Calabria, sono stati destinati al ripiano del disavanzo d’Amministrazione. Un gruzzoletto di circa 5 milioni di euro nel caso del nostro Comune, ma è bene precisare che la procedura che sarebbe applicata a tutti i comuni calabresi che non hanno varato il proprio piano strutturale comunale che in questo modo sarebbero di fronte al serissimo rischio di non poter approvare i propri bilanci».«Il quadro dunque è davvero desolante. E ciò che più preoccupa - conclude il consigliere delegato - è che le diverse lacune presenti nella normativa adottata dalla Regione derivano da una scarsissima condivisione delle scelte in fase di interlocutoria. È questo il modo in cui la Regione Calabria intende valorizzare il dialogo con la Città Metropolitana di Reggio Calabria? Se queste sono le premesse, dopo l’approvazione della legge sul trasporto pubblico locale, viene il sospetto che la Regione non abbia ben compreso le grandi potenzialità che la Città Metropolitana offre anche in ottica regionale. Il futuro ente deve essere una ricchezza per l’intera Calabria».