Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Collettiva AutonoMia: la Calabria che vogliamo #fattinonparole

REGGIO. Collettiva AutonoMia: la Calabria che vogliamo #fattinonparole

 

La Collettiva AutonoMia, come sempre in questi lunghi anni, era accanto ad Annamaria Scarfò nell'aula consiliare del Comune di Cinquefrondi a plaudire un gesto "rivoluzionario". Ieri infatti il Consiglio Comunale ha scritto una pagina di storia positiva per Piana di Gioia Tauro e per la Calabria tutta, conferendo con effetto immediato la Cittadinanza Onoraria ad Anna Maria Scarfò, la ragazzina, ora donna, che, quattordici anni fa, ha trovato il coraggio di denunciare il “branco” che per tre anni l’aveva stuprata e seviziata e di cui facevano parte alcuni componenti di famiglie mafiose della zona. Un gesto, quello del Consiglio, frutto di un percorso condiviso, che ha visto la concretizzazione di un processo avviato con la giovane amministrazione, fin dai primi giorni del suo insediamento, avvenuto solo sei mesi fa. Un momento importante per la città di Cinquefrondi che oltre alla Cittadinanza Onoraria ha deliberato la costituzione di Parte Civile nei processi di femminicidio e violenza sulle donne e annunciato l’insediamento della Commissione di Pari Opportunità già deliberata nella seduta del 23 dicembre. Un giorno storico anche per la Collettiva AutonoMia che su quel territorio ha, da tempo, iniziato una serie di attività volte alla sensibilizzazione sul tema della violenza di genere. Quando il 4 febbraio scorso finalmente la Cassazione ha confermato la condanna definitiva dei suoi aguzzini, sapevamo che questa era solo una vittoria parziale, perché il vero successo sarebbe stato farla “tornare” a testa alta nella sua terra, una promessa che avevamo fatto ad Anna Maria anni fa e che abbiamo perseguito con forza. Una terra che le aveva tolto tanto, troppo, marchiandola come la "Malanova" e costringendola ad andar via vivendo in una località protetta sotto scorta. Il ruolo svolto dalla Collettiva in questi anni è stato quello di sostenerla, di essere la sua voce ma soprattutto di fare da connettore tra lei e la parte sana della sua Calabria; una rete vera, costruita con impegno e concretezza, che ha coinvolto scuole e associazioni di Reggio Calabria e provincia in particolare quelle di Cinquefrondi di cui il Sindaco Michele Conia e gran parte della sua maggioranza in Consiglio comunale facevano parte già prima delle elezioni, una rete che ha fatto prevenzione attraverso il suo esempio e le è stata vicina proprio in una zona della Calabria come quella della Piana, che necessita di continui atti di coraggio e di riscatto, come il suo, di impegni concreti senza se e senza ma, come quelli presi dell'attuale Amministrazione che danno risposte e fanno sì che il sacrificio non sia mai vano. Un impegno, il nostro, preso con lei ma anche con tutte le donne che vivono queste situazioni e che manterremo costante nel tempo. "Oggi" Anna Maria (che ancora ha dei processi in itinere, mentre aspettiamo notizie sul proseguo di quello di Don Scordo già condannato a un anno in primo grado, per falsa testimonianza) è “tornata” nella sua terra a pieno titolo, accolta da quella parte di Calabria che condanna, con determinazione la ‘ndrangheta e la violenza maschile contro le donne alimentata, dal complice silenzio dei più, con azioni concrete e testimonianza reale e, correndo il rischio di essere considerate “stucchevoli” (cit.) nel ribadirlo, che mantiene programmi e promesse senza paura di esporsi e di prendere posizioni forti assumendosi delle responsabilità precise. Una Calabria che ha fatto, fa e farà di tutto affinchè storie come quella di Anna Maria non abbiano più a ripetersi. #fattinonparole

 

Collettiva AutonoMIA