Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Vertenza Mercati Alimentari: c'è lo stato di agitazione

REGGIO. Vertenza Mercati Alimentari: c'è lo stato di agitazione
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«Ovviamente, difendere posti di lavoro è sacrosanto. Ma che senso ha salvaguardarli se i diritti dei dipendenti vengono calpestati e se le incertezze sul futuro lavorativo degli stessi non sono poi così remote?». Relativamente al punto vendita Mercati Alimentari di viale Aldo Moro ed ai suoi 18 lavoratori, è la Uiltucs a lanciare questo preoccupante interrogativo attraverso una nota. Oltre ad annunciare lo stato d’agitazione degli stessi, la segreteria provinciale del comparto turismo, commercio e servizi della Uil spiega la questione.
«La Gesi group srl, società che aveva preso in affitto il supermercato subentrando alla Doc Market srl, era finita sotto curatela. Quindi, lo scorso dicembre è stata bandita una gara di affitto di ramo d’azienda. Dopo vari avvenimenti ed incertezze, è stata presentata all‘ultimo momento anche una proposta dalla San Francesco srl Unipersonale, alla quale è stata assegnata l’azienda. Cioè è andata al gruppo Bonina» afferma il sindacato. «Oltre che sorpresi, questa presenza ci ha lasciati perplessi perché il “curriculum” del gruppo Bonina non è dei migliori. E le nostre perplessità sono presto diventate certezze considerato che gli istituti contrattuali non vengono rispettati e, soprattutto, c’è la mancata corresponsione dello stipendio di gennaio e, ormai, anche quella di febbraio, quando, invece, con gli amministratori giudiziari le mensilità erano regolari. Adesso, c’è l’arrivo di una missiva aziendale che ci lascia sgomenti e furiosi, perché giunge dopo inadempienze contrattuali. E perché, nonostante ciò, l’azienda celatamente manifesta la volontà di decidere l’interruzione del rapporto in essere motivandola con problemi di adeguamento aziendale ad oggi inesistenti» c’è scritto nel documento.
Nella lettera inviata dalla San Francesco srl Unipersonale in risposta ad una richiesta di confronto partita dalla Uiltucs, si legge che l’istanza sindacale “fornisce lo spunto ad una incidentale riflessione […] sul comportamento dei dipendenti […], per i quali non riscontriamo quell’attaccamento ai valori aziendali e quella condivisione delle necessità organizzative che era lecito aspettarsi. Come se gli stessi, in un certo qual modo, si adagiassero sulle abitudini acquisite precedentemente alla nostra gestione, chiaramente ben diverse da quelle attuali. Ovviamente, ciò non significa un consenso cieco ed assoluto […], ognuno è libero di trarre le proprie conclusioni e, quindi, di decidere per un’interruzione del rapporto in essere. Per altro in questo senso si orientano anche le recenti modifiche legislative introdotte dal Job Act”.
«Eppure i lavoratori, nonostante tutto, lavorano con impegno e professionalità anche facendo ore di lavoro in più, domeniche e festività, tutto non pagato, senza lamentarsi se non per il mancato rispetto dei propri diritti. Si sono tutt’altro che adagiati, mentre le abitudini diverse sono quelle dell’azienda, visto che prima gli stipendi venivano corrisposti ed adesso no. Invece, essa dovrebbe pensare ad una nuova strategia commerciale e non dare la colpa ai dipendenti» tuona il sindacato.

A parere della Uiltucs, «noi diciamo “sì” ai salvataggi, ma pure “no” agli abusi. Il sindacato continua a monitorare la situazione e chiede una generale attenzione alla vicenda, considerato che si sta assistendo a situazioni di inaffidabilità ed inadempienze. Gli unici interessi sono dignità, diritti e futuro dei lavoratori, elementi inviolabili. Nessun altro. Questo pensiero lo ribadiremo nell’incontro che l’azienda ci ha accordato. Nel frattempo, annunciamo una mobilitazione, a partire dallo stato d’agitazione» è la conclusione della nota della Uiltucs.