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REGGIO. Collettiva AutonoMIA: Don Scordo condannato, Milito cosa aspetta a rimuoverlo?"

REGGIO. Collettiva AutonoMIA: Don Scordo condannato, Milito cosa aspetta a rimuoverlo?"
 

 

 

L'8 marzo è un giorno di lotta e di rivendicazione per le donne di tutto il mondo e proprio ieri, 8 marzo 2016, abbiamo avuto un ottimo motivo per affermare che la lotta paga e che giustizia è stata fatta. La Corte d' Appello di Reggio Calabria infatti ha confermato la condanna in primo grado ad un anno di reclusione per falsa testimonianza a carico di don Antonio Scordo e suor Mimma Rizzo per i fatti concernenti lo stupro ai danni di Anna Maria Scarfò.  Ai due religiosi Anna Maria, all'epoca dei fatti aveva appena tredicenne, si era rivolta in cerca di aiuto dopo essere stata violentata dal branco, ricordiamo che alcuni dei suoi componenti appartengono a famiglie 'ndranghetiste. Ne aveva ricevuto l’invito al silenzio ed un test di gravidanza: l’unica loro preoccupazione fu infatti quella di non creare scandali e mettere a tacere la cosa. Questo silenzio complice le costerà altri tre anni di stupri e abusi inumani. Come Collettiva AtonoMIA , e precedentemente come “SNOQ RC”, avevamo più volte denunciato al Vescovo Milito la grave responsabilità del presule appartenente alla sua Diocesi e soprattutto la nostra indignazione nell’apprendere delle “promozioni” a lui assegnategli, nonostante la condanna in primo grado, sia come “delegato per i rapporti con le organizzazioni laicali” che come parroco dell’importante Duomo di Gioia Tauro.  Quest’ultima, anche per le parole di plauso usate dal Vescovo nel conferirgliela, ci aveva portato ad organizzare un presidio di protesta davanti alla Curia di Palmi rimarcando come il silenzio di don Scordo fosse stato causa del perpetrarsi delle violenze su Anna Maria.  Dopo interminabili “tempi congrui” e soprattutto dietro le nostre continue “sollecitazioni” mezzo stampa, abbiamo ottenuto un incontro con Monsignor Milito, risolto con un nulla di fatto rispetto alla nostra ennesima richiesta di sollevare dall’incarico don Scordo: ci siamo sentite rispondere che si dovevano aspettare i tempi della giustizia. Adesso quei tempi sono arrivati! La condanna in secondo grado del parroco e della suora e quella definitiva degli stupratori di Anna Maria confermano le sue accuse: dovremmo forse aspettare la Cassazione per vedere il parroco finalmente sollevato dai suoi incarichi?  Si può ancora permettere che un uomo , prima che sacerdote, macchiatosi di tale colpa possa essere riferimento certo per una comunità? La giustizia ha fatto il suo lavoro sbugiardando una Chiesa pavida, silente e complice ma noi non taceremo fino a quando Don Scordo non verrà rimosso!

 

Collettiva AutonoMIA Reggio Calabria