Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Fascì (PCdI) sulla vicenda del Parco Caserta

REGGIO. Fascì (PCdI) sulla vicenda del Parco Caserta
 

ReP

"Democrazia: è un sostantivo che ha origini nell’antica Grecia e, come è noto, indica l’accezione più civile ed avanzata tra le tante forme di governo; quella in cui il potere viene esercitato dal popolo. Pericle nel discorso a Tucidite ebbe a dire che si chiama democrazia, poiché nell’amministrare si qualifica non rispetto ai pochi, ma alla maggioranza. E’ altrettanto noto che la cultura greca si rifletteva anche in una concezione urbanistica della polis (città) correlata anzi strutturata proprio in modo tale da diffondere, consentire la democrazia ai più; alla maggioranza della popolazione.

    
 

In questa prospettiva l'agorà per i Greci divenne il centro della polis, in quanto era il luogo dellademocraziaper antonomasia, dato che era sede delle assemblee dei cittadini che vi si riunivano per discutere i problemi della comunità. L'agorà fu un'autentica invenzione urbanistica; era inteso come ilcuorepulsante di ogni attività. E’ vero pure che l’epoca moderna è contrassegnata dalla crisi della piazza. Basti in tal senso ricordare come Giuseppe Mastrangelo ha individuato addirittura come un sillogismo: “Crisi della Piazza come crisi della democrazia”. L’erosione dello spazio pubblico e del deterioramento delle sue intrinseche dinamiche democratiche possono avere effetti sul disegno della città. La piazza, infatti è intesa ancora come spazio pubblico relazionale dove le diverse istanze individuali trovano l’occasione di un incontro e, in particolare, come luogo dell’espressione e dell’esercizio delle libertà politiche. Il richiamo alla cultura urbanistica greca non è casuale in quanto Reghion è erede e figlia della Magna Grecia; per cui dimenticare l’importanza della piazza è un deficit di memoria (e di cultura) inaccettabile. In realtà anni orsono sembrava che l’Amministrazione cittadina avesse fatto tesoro di tali dotti insegnamenti; tant’è che ripercorrendo quella visione urbanistico-culturale della Polis aveva pensato alle Circoscrizioni come edifici da offrire ai cittadini della periferia cittadina per esercitare la democrazia, luoghi di incontro dove svolgere assemblee di quartiere, iniziative culturali ed anche manifestazioni politiche e sociali. Invece di recente siamo costretti a registrare scelte di segno esattamente opposto. Ed invero i Commissari Prefettizi hanno vietato l’utilizzo di questi luoghi imponendo balzelli e costi insopportabili ed inaccettabili: risultato: nessuno usa più i saloni delle Circoscrizioni come luoghi di aggregazione. Quindi un deficit di luoghi di democrazia. E di deficit di democrazia in città ce ne sono tanti; basti pensare per esempio al Convento di San Domenico comprato dalla Amministrazione anni orsono per offrire uno spazio straordinariamente bello ai cittadini e che, invece, per ragioni incomprensibili, rimane chiuso e non è diventato un luogo di democrazia. Ad aggravare ancor più la situazione è intervenuto il Piano di dismissione del patrimonio comunale deciso dagli stessi Commissari preoccupati solo di ridurre l’enorme debito trovato nelle casse comunali. Bene, davanti ad un deficit di luoghi di aggregazione, ci aspettavamo che la nuova Amministrazione, volesse rappresentare una linea di rottura con il passato attraverso una serie di scelte esattamente opposte. In questo senso speravamo che la nuova Amministrazione, provvedesse a modificare quel piano. E invece no! Addirittura scopriamo che ha deciso di dismettere Parco Caserta! Dismettere uno dei pochi spazi pubblici ancora esistenti in una polis supercementificata è infatti una scelta contraria alla democrazia; è un annebbiamento della nostra storia e della nostra cultura che invece da sempre ha rappresentato un vanto ed un modello (vedi Pericle) nel mondo. E’, quindi, per questo che abbiamo manifestato l’indignazione nostra ma vieppiù dei cittadini i quali domenica hanno civilmente e democraticamente dimostrato la non condivisione di una scelta che non fa altro che sottrarre ai cittadini uno spazio pubblico. A maggior ragione atteso che rappresenta una delle poche macchie di verde del nostro centro urbano.. E non basta. Perché chi conosce la città sa bene che gli spazi dove esercitare la democrazia nel senso espresso dalla cultura greca, (punti di incontro, di scambio culturale) sono davvero pochi: pochissime aree verdi, pochi teatri, pochi luoghi di aggregazione. Ebbene in una città che stà traghettando ad essere metropolitana e nel contempo si vendono a privati i pochi luoghi di incontro e di socializzazione e si chiudono quelli che addirittura sono stati creati per tale bisogno è necessario chiedersi: ma su che basi sociali, culturali ed urbanistiche si sta costruendo la città metropolitana? Nel contempo che avviene il traghettamento auspichiamo che l’Amministrazione riveda le scelte adottate e restituisce Parco Caserta ai cittadini. Noi – ed anche i cittadini del Comitato di Quartiere appositamente creato – continueremo a tenere alta e chiara la voce di dissenso fino a quando l’Amministrazione non rivedrà le sue scelte rendendole più coerenti alla cultura greca sulla quale affondiamo le radici e così garantisca e non disperda i luoghi della democrazia a partire da Parco Caserta; ed anzi restituisca altri spazi di democrazia ai cittadini come ad esempio le sale delle Circoscrizioni ed il Convento di San Domenico.

 

Lorenzo Fascì

 

Segretario Provinciale PCdI