Direttore: Aldo Varano    

Collettiva AutonoMIA: Milito mette in dubbio gli accertamenti della Magistratura per coprire don Scordo?

Collettiva AutonoMIA: Milito mette in dubbio gli accertamenti della Magistratura per coprire don Scordo?
 

 

 

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"Leggiamo purtroppo senza stupore la nota stampa riguardante la reazione del vescovo Milito al nostro articolo e quella successiva dove il presule mette addirittura in dubbio le dichiarazioni di Anna Maria accertate dalla Magistratura. Ci aspettavamo che la Chiesa, “fedeli” compresi, continuasse a “proteggere” i suoi  religiosi pur davanti ad una responsabilità cosi grave confermata con la condanna  in secondo grado per falsa testimonianza, dell’attuale parroco del duomo di Gioia Tauro e di suor Mimma Rizzo nella vicenda di Anna Maria Scarfò. Pensiamo che nelle ultime dichiarazioni però si è andati oltre il limite! Non possiamo non continuare a ricordare che il silenzio complice dei due religiosi davanti allo stupro di gruppo ai danni di una ragazzina tredicenne ha di fatto permesso che l’orrore si perpetrasse per altri tre interminabili anni. Lo ricordiamo soprattutto a quei “fedeli” che hanno fatto quadrato attorno al prete dichiarando che “Don Scordo non si tocca” : Anna Maria Scarfò NON DOVEVA essere toccata e le violenze POTEVANO essere fermate! Non si può dimenticare che, per proteggere se stessi, il prete e la suora oltre a non intervenire non hanno esitato a mentire in sede processuale, e per questo sono stati condannati, delegittimando di fatto le parole di Anna Maria e rischiando di compromettere la condanna dei suoi aguzzini.Ora quelle parole, confermate da due sentenze, vengono pubblicamente messe in dubbio anche dal Vescovo Milito che continua a difendere don Scordo da lui definito “faro della comunità” anche davanti ad una conclamata menzogna. A quel “nessun motivo per farlo”, dichiarato sulla stampa, riguardo alla nostra ennesima richiesta di sospensione di don Scordo e il suo affermare che non è un oltraggio per la “vittima” lasciarlo al suo posto noi teniamo a precisare che Anna Maria Scarfò NON può più essere definita una vittima, lei è una donna che ha avuto il coraggio di denunciare i suoi stupratori assumendosene il rischio, per tale motivo vive in una località protetta sotto scorta,  al contrario del tuttora silente “Don Abbondio nostrano” e del Vescovo che anche riguardo al caso del prete pedofilo di Messignadi ha avuto un comportamento a dir poco reticente.Caro Vescovo, ha forse dimenticato l’ottavo comandamento che impone ai credenti di “non dire falsa testimonianza?” Come Collettiva non taceremo davanti a questa vergogna e continueremo la nostra battaglia di giustizia per Anna Maria e per tutte quelle donne che rivolgendosi ad un prete per chiedere aiuto, nei nostri territori PURTROPPO sono moltissime a farlo, non si debbano a ritrovare nella stessa situazione.Che la Chiesa si assuma le sue responsabilità e paghi per le sue reticenze e complicità! Noi vigileremo! "

  

Collettiva AutonoMIA Reggio Calabria