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SCULCO (CiR) su dati Istat, occupazione e povertà

SCULCO (CiR) su dati Istat, occupazione e povertà
 

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"Non c’era bisogno degli ultimi dati Istat sull’occupazione per scoprire che nel Sud c’è un Sud più profondo. L’aumento della povertà, pur interessando l’intero Paese, presenta una maggiore gravità nel Mezzogiorno, dove l’incidenza della povertà assoluta in rapporto alla popolazione è aumentata, dal 2008 al 2014, dal 5,2% al 10,6% a fronte di quanto verificatosi nel Centro-Nord, dove l’incidenza della povertà è passata dal 2.7% al 5,6%. Per una serie di ragioni, nonostante i segnali d’attenzione del Governo Renzi, le aree più svantaggiate continuano a soffrire: in sei anni, degli 811mila posti di lavoro persi 600mila toccano il Sud. L’assenza di investimenti e i tagli alla spesa più marcati al Sud creano disagi a tutti i ceti sociali, ma a non vedere una luce di speranza nel tunnel della crisi sono soprattutto i nostri giovani. In queste condizioni, se non ci diamo da fare per il rilancio dell’occupazione, la fragilità sociale rischia d’incidere sulla qualità della democrazia”. L’ha detto la consigliera regionale di Calabria in Rete Flora Sculco, che ha aggiunto: “L’assenza di occasioni di lavoro per i nostri giovani e l’aumento della povertà sono le spie di un’emergenza allarmante. La ‘Lettera pastorale’ dei vescovi calabresi, che s’inserisce nel solco del fecondo impegno della Chiesa per il rilancio del Sud ad incominciare dalla ‘Lettera collettiva dei Vescovi del Mezzogiorno’ del 25 gennaio 1948, esorta le classi dirigenti a guardare con più attenzione al malcontento delle nostre comunità. In ogni caso - sottolinea Sculco - dinanzi ad una situazione di generale malessere e sfiducia, mentre si attende che riparta lo sviluppo, sarebbe bene, dopo le importanti decisioni contro la povertà contenute nella legge di Stabilità 2016,  prevedere anche in Calabria una rete protettiva contro la povertà con l’introduzione di misure di sostegno al reddito. I dati erogati da Svimez, Istat, Bankitalia, Censis non lasciano più dubbi sulla gravità della condizione dei nostri giovani e di questa parte del Paese. Occorrono scosse capaci di sostenere l’imprenditoria calabrese perché possa generare ricchezza generale e una di queste può essere il ‘Patto per la Calabria’ sulla scia del Masterplan del Governo. E occorrono scelte visibili per dare concretezza alla solidarietà sociale al momento lasciata quasi per interno sulle spalle del volontariato laico e religioso”.