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Consiglio Regionale sulla sanità, Nesci (M5s) contesta decisione della maggioranza

Consiglio Regionale sulla sanità, Nesci (M5s) contesta decisione della maggioranza

«Stavolta il Consiglio regionale della Calabria non ha manco partorito il classico topolino. Con un documento insulso quanto inutile, la maggioranza consiliare ha accettato di subire gli ordini del governo Renzi, che coi commissari Scura e Urbani sta seppellendo la sanità calabrese, foraggiando amici e compari di loggia». Lo dichiara la deputata M5s Dalila Nesci, commentando l'esito del recentissimo Consiglio regionale sulla sanità. La parlamentare aggiunge: «Se la situazione non fosse così grave, ci sarebbe da ridere nel sentire certe affermazioni. Il consigliere di maggioranza Aieta ha paragonato il governatore Oliverio a un filosofo dell'antica Grecia, poiché a suo avviso ha tracciato la via maestra rispetto al piano di rientro. La verità, al di là di tali iperboli ridicole e offensive, è che Pd ed Ncd calabresi sono pervasi all'interno da inguaribile brama di potere, per cui hanno scelto di subire Scura e Urbani, pur di perpetuare rendite personali. Col documento uscito dalla seduta, la maggioranza in Consiglio regionale ha accettato il programma operativo di Scura e Urbani e dunque la loro gestione del piano di rientro fino al 2018, senza nemmeno richiedere la revoca degli incarichi». «Questa mossa – spiega l'esponente 5 stelle – era stata anticipata dal pavido Magorno, che coi suoi aveva annunciato un'interrogazione con la richiesta di cacciare Scura e Urbani, poi scomparsa nell'atto ufficiale». «Il Movimento 5 stelle – prosegue la parlamentare – ha indicato da tempo lo strumento di legge per uscire da un commissariamento illegittimo e rovinoso. La Regione Calabria deve presentare un nuovo programma operativo, approvato il quale cessa per legge il commissariamento. Tra l'altro, in un'interpellanza abbiamo argomentato che la Calabria ha avuto almeno un miliardo e settecento milioni in meno per curare i propri pazienti cronici, che, guardando i dati Istat confermati nel Dca n. 103 del 2015, sono molti di più rispetto alle altre regioni». «La maggioranza in Consiglio regionale – conclude Nesci – ha dunque rinunciato alle proprie prerogative, dimostrando una debolezza e un opportunismo senza precedenti nella storia della Regione. I protagonisti ne pagheranno amaramente le conseguenze con gli elettori, stanchi di essere imbrogliati a discapito della propria salute».