Un cambio nel trasporto pubblico in Calabria potrebbe avvenire con la piena attuazione della recente legge in materia approvata alla fine dello scorso anno. Una legge che almeno in linea teorica va nella direzione indicata dalle direttive europee già seguite da altre regionali italiane, ma occorre ora trasformare la decantata efficienza in realtà. “Il punto dolente a nostro avviso – prosegue Sabatini - resta quello legato al trasporto su ferro, dove le intenzioni, in particolare per il rinnovo del parco rotabile, si scontrano ancora una volta con la carenza di fondi e una scarsa lucidità in tema di programmazione. Occorre dotare la Calabria e la città capoluogo di un sistema di trasporto adeguato alle nuove esigenze produttive e direzionali ed ad una utenza che negli anni è stata letteralmente allontanata dal treno, costringendola a rivolgersi ad altri mezzi, principalmente al mezzo proprio, che ha costi economici e sociali non più sostenibili”. La nuova legge ridisegna la perimetrazione dei bacini regionali individuando un unico Bacino Territoriale ottimale con la finalità di agevolare il processo di integrazione vettoriale e tariffaria. Vengono istituito l’ente di governo del Bacino, l’Autorità Regionale dei Trasporti della Calabria (ART-CAL), la costituzione dell’Agenzia Regionale Reti e mobilità (società per azioni) a cui vengono delegate alcune funzioni dall’ART-CAL. Sul trasporto pubblico locale vengono investite circa € 225.655.771,79, di cui € 189.590.194,61 del Fondo Nazionale dello Statale - € 15.000.000,00 risorse autonome del bilancio regionale e la quota premiale del fondo nazionale di € 21.065.577,18. Le spese di funzionamento dell’Autorità Regionale dei trasporti e dell’Osservatorio della Mobilità ha una spesa di € 1.250.000,00 su un ammontare trasferito di 200 MEuro ed € 50M per ricavi tariffari. Per l’Osservatorio della Mobilità sono previsti € 375.000,00 per spese di funzionamento, per lo sviluppo e la manutenzione evolutiva dei sistemi informativi necessari ad assicurarne le funzioni, indagini periodiche. Per l’ART-CAL, invece, sono previsti € 875.000,00.
Secondo Legambiente viene, inoltre, incomprensibilmente assegnata la funzione programmatoria alla Giunta Regionale che, espropriando il consiglio Regionale, esercita, addirittura, poteri di programmazione assumendo i poteri di approvazione del Piano Attuativo del trasporto pubblico locale. Un piano che, anche se in presenza di qualche interessante e positiva novità, si rivela controverso anche in considerazione della confusione di compiti e funzioni demandati ai diversi soggetti dal Consiglio Regionale alla Giunta Regionale, Comuni e Province, con un evidente conflitto di ruoli e una pregiudizievole commistione tra soggetti controllori ed Enti controllati
Le Regioni dal 2001 hanno la responsabilità per il servizio ferroviario regionale, ma hanno investito poco – la media è uno stanziamento di 0,28% per i pendolari rispetto al bilancio annuale – e, malgrado differenze negli investimenti è evidente la diffusa necessità di un salto di qualità nelle politiche. Secondo i dati del dossier Pendolaria 2015 di Legambiente, nel corso degli ultimi due anni la Regione Calabria ha tagliato circa 20 milioni di euro al Contratto di Servizio con Trenitalia. In seguito a questa decisione a partire dalla metà del 2014 è stata decretata la soppressione di ben 26 treni regionali solo sulla linea Jonica tra Reggio e Metaponto e tra Catanzaro Lido e Lamezia. In seguito alle trattative tra Regione e Trenitalia i tagli sono poi diventati 16, con 10 corse ripristinate. Ma allarmano le notevoli riduzioni su alcuni linee, come la Jonica e la linea Rosarno-Lamezia Terme Centrale via Tropea. “Il trasporto ferroviario, con i problemi che vivono ogni giorno i pendolari nelle città e nei collegamenti al Sud, sono una grande questione nazionale – dichiara Simone Nuglio, responsabile del Treno Verde di Legambiente -, e un tema, oltre che ambientale, di dignità e diritto alla mobilità che riguarda milioni di cittadini. Serve subito un cambio delle priorità per passare dalle grandi opere a quelle utili e urgenti nelle città e per migliorare i collegamenti al Sud che sono privi di finanziamenti. Inoltre mancano le risorse per comprare quei 1.600 treni indispensabili a rilanciare il trasporto ferroviario regionale”. Per far capire la differenza in termini di offerta di treni oggi in Italia, ogni giorno i treni regionali che circolano tra Calabria, Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Sicilia e Sardegna sono meno di quelli della sola Lombardia (1.738 contro 2.300). Non solo, quei treni sono anche più vecchi al Sud rispetto al Nord (20,4 la media di età contro 16,6) e sono più lenti, perché larga parte delle linee sono a binario unico e non elettrificate.
Il programma completo del Treno Verde a Cosenza
BINARIO I - STAZIONE VAGLIO LISE
Venerdì 8 aprile 2016
Ore 09.00 – 13.00 apertura per le classi scolastiche prenotate
Ore 15.00 flash mob informativo sul referendum del 17 aprile, presso il centro commerciale Metropolis Rende
Ore 16.30 - "Museo del Presente", Rende incontro sul tema dell'inquinamento atmosferico, bonifiche e focus su caso Legnochimica; interverrà Giorgio Zampetti, responsabile scientifico Legambiente - coordina Filomena Ierardi, segreteria regionale Legambiente Calabria Onlus.
Sabato 9 aprile 2016
Ore 10.00 conferenza stampa di presentazione dei dati sul monitoraggio; a seguire, dalle ore 11.00 confronto tra i candidati sindaco di Cosenza; sarà presente Stefani Ciafani, direttore generale di Legambiente
Ore 17.30 piazza XI Settembre – via Brenta:flash mob“1000 piazze per il referendum” e, a seguire, incontro pubblico sui temi referendari