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REGGIO. Museo Archeologico, Dieni (M5S): "il premier codardo scappa dal confronto coi cittadini”

REGGIO. Museo Archeologico, Dieni (M5S): "il premier codardo scappa dal confronto coi cittadini”

 

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"Renzi scappa dai cittadini che gli chiedono un confronto sulla Calabria e, in questo modo, oltre che irresponsabile, si dimostra codardo.” Non le manda a dire la deputata del Movimento 5 stelle Federica Dieni, commentando la scelta del premier Matteo Renzi di evitare i manifestanti che, fuori dal Museo Archeologico di Reggio Calabria, nel giorno della sua inaugurazione, chiedevano un incontro per parlare dei numerosi problemi del territorio.

Continua la parlamentare: “Oltre alla scena patetica di un Presidente del Consiglio, che scappa con la coda tra le gambe da uscite secondarie, devo anche registrare, con molto dispiacere, che per sfuggire ad un dialogo con i reggini, Renzi decide di politicizzare e offuscare l’inaugurazione del nostro Museo Archeologico, trasformandolo in uno ‘one man show’. Ciò di cui si parlerà sono infatti le contestazioni, quando invece sarebbe stato molto più facile spendere una parola con chi stava semplicemente chiedendo qualche spiegazione circa il futuro che dobbiamo aspettarci. Io, per parte mia, i manifestanti ho deciso di ascoltarli e di stare in mezzo a loro. Sono molti i motivi di preoccupazione che affliggono la nostra terra: una disoccupazione endemica, un declino economico apparentemente inarrestabile, il peggioramento dei collegamenti, il malaffare e la criminalità dilagante. Ciò che ci si aspetterebbe da un politico, specie da uno che ha incarichi di governo, è dare qualche motivo di speranza o, quantomeno, dimostrare un interesse. Renzi preferisce aggirare l’ostacolo per sorridere composto a favore di telecamera.”

“Io – termina la parlamentare – sono stata con orgoglio assieme ai reggini che erano fuori dal Museo. E sono convinta del fatto che la manifestazione non abbia tolto nulla all’inaugurazione di una struttura tanto importante per la nostra cultura e il nostro turismo come il Museo. E’ stato il premier, piuttosto, a decidere di trasformare una richiesta di confronto in contestazione. La scelta scellerata di presidente sempre più lontano dai cittadini.”