Conferenza Area Stretto, Irto: "insediamento organismo fatto storico"

Conferenza Area Stretto, Irto: "insediamento organismo fatto storico"
 

Il presidente del Consiglio regionale della Calabria: "Identita' comune, Reggio e Messina si aprono al mondo" (ilVelino/AGV NEWS) Reggio Calabria, 06 MAG - "L'insediamento di questo organismo e' un fatto storico perche' per la prima volta si ritrovano attorno a un tavolo, formalmente, i rappresentanti delle istituzioni pubbliche della Regione Calabria e della Regione Siciliana per condividere scelte strategiche che riguardano Reggio e Messina". Cosi' il presidente del Consiglio regionale calabrese, Nicola Irto, ha esordito in occasione della prima seduta della conferenza permanente per il coordinamento delle politiche dell'Area dello Stretto, in corso a palazzo Tommaso Campanella. Questo quanto si legge in una nota del portavoce. E' stato proprio il rappresentante dell'assemblea calabrese ad aprire i lavori - ai quali partecipa tra gli altri il presidente dell'Ars Giovanni Ardizzone - cedendo successivamente la parola al consigliere regionale Domenico Battaglia, delegato a presiedere il nuovo organismo. "La Conferenza - secondo Nicola Irto - deve diventare una 'cabina di regia' per intercettare le risorse che possono generare sviluppo economico e benessere sociale, ma al tempo stesso rappresenta la sede deputata a costruire una sintesi delle politiche comuni calabresi e siciliane. Grazie a questo strumento - per il presidente del Consiglio regionale - sara' possibile aggirare gli ostacoli di natura normativa, che per adesso rendono difficoltosa l'integrazione ordinamentale di Reggio e Messina come un'unica organica Citta' metropolitana dello Stretto. La Calabria e' regione a statuto ordinario, la Sicilia a statuto speciale, e in un Paese paralizzato dalla burocrazia come l'Italia, questo avrebbe potuto scoraggiare chiunque dal perseguire l'obiettivo di creare una grande 'metropoli dello Stretto'. Mediante l'organismo bilaterale che nasce oggi, invece, sara' possibile pensare a provvedimenti speculari in Calabria e Sicilia, raggiungendo un'effettiva integrazione sulle materie e sui servizi piu' importanti, ma soprattutto tutelando interessi comuni, come il porto di Gioia Tauro e l'aeroporto 'Tito Minniti'. L'Area metropolitana dello Stretto - ha osservato Irto - di fatto esiste gia'. Migliaia di pendolari si spostano tutti i giorni dalla Calabria alla Sicilia per ragioni di studio, di lavoro, di sanita', di affetti, di svago. Questo processo va rafforzato perseguendo un'integrazione complessiva, a partire dalla mobilita' urbana". L'intervento del presidente del Consiglio regionale e' proseguito con un richiamo alla necessita' di valorizzare "le risorse di cui disponiamo e su cui e' necessario raddoppiare gli sforzi. Dobbiamo mettere a valore la rete dei saperi, della ricerca e dell'innovazione tecnologica che coinvolge i nostri atenei. Promuovere i beni culturali, con il Museo archeologico nazionale, le testimonianze storico-artistiche del passato, i teatri 'Cilea' e 'Vittorio Emanuele' e tutti gli organismi che si occupano di cultura sia a Reggio che a Messina. Integrare la nostra offerta turistica con quella di Taormina e delle Eolie". Secondo Irto "e' indispensabile attribuire centralita' all'aeroporto dello Stretto e cogliere l'opportunita' rappresentata da Gioia Tauro, oggi sede di un'unica grande Autorita' portuale baricentrica nel Mediterraneo. Se vogliamo che l'Area dello Stretto acquisti peso - ha ammonito il presidente di Palazzo Campanella - allora dobbiamo uscire dalla logica del campanile per capire che siamo tutti parte di un unico grande progetto da realizzare insieme. Calabresi e siciliani sono figli di una sola terra divisa da un piccolo braccio di mare, accomunati da secoli di storia, da una forte somiglianza della lingua, da una visione della vita comune e, infine, da immani tragedie che, nella storia, hanno finito per unirci nel dolore. Questo spirito identitario che ci accomuna e ci raccoglie attorno allo Stretto - ha concluso Nicola Irto - e' patrimonio comune. Ed e' arrivato il momento di spenderlo, aprendoci all'Italia e al mondo".