Per la Prof.ssa Maisano si tratta di una conferma dato che dirige l’Accademia già da tre anni, durante i quali ha avuto modo di essere stimata ed apprezzata dal Corpo Docente per le sue pregevoli qualità umane e professionali. Ad attestazione di ciò, basti evidenziare che su 41 docenti aventi diritto al voto, ben 28, su 29 votanti, hanno espresso la propria preferenza alla Prof.ssa Maisano.
Dopo aver ringraziato i colleghi per la fiducia accordatagli, il Direttore, settimo in ordine di tempo dal 1967, anno di fondazione dell’Accademia reggina, preceduto dai professori Giuseppe Pani, Giuseppe Marino, Giovanni De Vincenzo, Luigi Malice, Alessandro Manganaro, Rocco Lazzaro, ha rinnovato "l’impegno a garantire, anzitutto una qualificazione professionale degli studenti rispondente alle richieste poste da un sistema produttivo in continua evoluzione". Secondo il Direttore Maisano, occorre, inoltre, "riscoprire la fierezza e l’orgoglio di appartenenza ad una Istituzione di Alta Formazione che ha la responsabilità di coltivare e indirizzare la ricerca artistica. Come pure, è necessario che venga incrementata e amplificata la capacità di ascolto sia all’interno dell’Accademia che all’esterno. In tal senso, è necessario che ciascuno esplichi i ruoli e le funzioni che competono. In particolare, un’attenzione speciale verrà rivolta al comparto amministrativo, attuando un piano di riforme che elimini le attuali distorsioni ed incongruenze, con un aggiornamento ed una specializzazione reale delle capacità professionali, come previsto dalla legislazione vigente, così spesso calpestata e/o ignorata. Sarà, infine, valorizzato il ruolo del Consiglio di Amministrazione, tenendo conto, soprattutto, dell’apporto dei rappresentanti degli studenti e dei docenti e combattendo forme di prevaricazione e di abusi da parte di qualcuno che soffre di complessi di onnipotenza, rilevando che il rapporto tra i componenti deve essere pares inter pares. Sono, queste, regole dettate dal buon senso che, se non rispettate, determineranno inevitabilmente comportamenti di illegalità e illegittimità il più delle volte dettati da incompetenza professionale e inaudita smania di potere”.