Cosa scaturirà dalla stessa è un problema giudiziario e non politico, e visto che abbiamo sempre ritenuto che l'attività politica si debba svolgere né a favore né contro la magistratura ed il suo operato, rispettando il dettame costituzionale che prevede la presunzione d'innocenza sino a sentenza definitiva, ci asteniamo dal commentare in tal senso.
Registriamo, comunque, che, dal versante politico istituzionale, i segnali di attenzione siano stati assolutamente inconsistenti e privi, al di là di sterili dichiarazioni di facciata, di iniziative atte a diradare eventuali sospetti che la nostra città ha sicuramente avvertito, nei confronti di una classe dirigente disinvolta e disattenta ai richiami di regole elementari di etica pubblica, e permeabile alle mire e agli interessi più disparati.
Nessuna delle amministrazioni coinvolte ha istituito alcuna commissione d'inchiesta interna, nessun esponente politico, eletto o non eletto, sia che ricopra incarichi di partito, sia esponente di maggioranza o di opposizione, ha richiesto, per esempio, consigli aperti alla cittadinanza dove affrontare con chiarezza e senza mezzi termini l'argomento.
Organizzazioni, associazioni, albi professionali, sindacati e quant’altri che avrebbero il dovere di chiedere chiarezza e percorsi di legalità sostanziali, e non formali, non hanno fatto sentire la propria voce, tranne rarissime eccezioni; nulla è successo, nulla cambia, tutto si trasforma.
E noi cari concittadini? ci siamo trasformati e ci siamo adattati a questo trantran? Come ci si adattata alla mancanza di acqua, alla sporcizia nelle strade, alla mancanza di mense scolastiche, al carico fiscale abnorme, ai servizi pubblici inesistenti ed a una sanità da terzo mondo.
Sì, riconosciamo che la crisi economica, che ci attanaglia ormai da anni, ci sfianca nel fisico e nel morale, ma ci permettiamo di ricordare a tutti, ed a noi per primi, che anche se il Paese dovesse ritornare a crescere ed a generare ricchezza, noi resteremo sempre figli di un Dio minore, noi saremo sempre al servizio di chi ci getta un tozzo di pane sotto forma di pensione d'invalidità, di qualche mese di lavoro precario o comunque di sussistenza economica.
Ora, le cose sono due: o questa classe dirigente ci rappresenta, la sentiamo nostra ed è lo specchio della società; o così non è, ma per dimostrare che così non è non basta mugugnare o lanciare qualche improperio sui social networks per poi tornare in letargo.
Rammentiamo a tutti che, da qui a poco, saremo chiamati alla costruzione della città metropolitana, impresa che, viste le premesse, pare impossibile.
*Il presidente, giovanni sergi