“Il 20 Novembre 2014 – scrive Ripepi – appena eletto il Sindaco Falcomatà attraverso un comunicato stampa ufficializzava l’adesione del Comune di Reggio Calabria alla Carta di Pisa con le seguenti motivazioni: Aderire alla carta di Pisa è un segnale importante in un Comune sciolto per mafia, mettendo al bando le clientele, le regalie; ogni singolo atto passa per la trasparenza, per la legalità, per la lealtà con i cittadini”.
Ripepi ricorda che nonostante fosse stato messo all’ordine del giorno il documento non è stato mai assunto con una delibera. Tra l’altro proprio a Reggio gli ultimi avvenimenti di cronaca hanno portato alla luce legami tra presunti appartenenti a logge massoniche coperte e non ed esponenti politici e della burocrazia comunale”. Ma poiché “L’amministrazione della cosa pubblica deve essere gestita nella massima trasparenza, in favore dei cittadini che hanno dato la fiducia con il proprio voto per essere ben amministrati” Ripepi interroga il sindaco per:
“conoscere i nomi di tutti gli iscritti alle logge massoniche regolari di assessori, consiglieri, dirigenti, funzionari, dipendenti del comune di Reggio Calabria compresi gli incaricati e i membri degli staff del sindaco e degli assessori, nonché di tutti i componenti delle società in house e partecipate del Comune;
conoscere le motivazioni che hanno indotto l’amministrazione a non deliberare un così importante documento di trasparenza e legalità per l’Ente che lo stesso Sindaco aveva dichiarato di aver già adottato;
conoscere come l’amministrazione intende prevenire e tutelarsi rispetto all’eventualità di ingerenza da parte dei poteri occulti”.