“Nel corso del 2015 – continua Giovanni Nucera- l’ASP ha ridotto inoltre l’offerta nei servizi ambulatoriali di ortopedia e fisiatria, con una notevole dilatazione dei tempi di attesa necessari per avere una visita in queste due branche specialistiche. La ASP 5 sta attuando nei fatti, attraverso la chiusura progressiva degli ambulatori specialistici presenti nei propri poliambulatori, una politica di privatizzazione strisciante della sanità, non consentendo così alla sanità territoriale di assumere quel ruolo di filtro che deve avere per impedire inutili accessi alle strutture ospedaliere. Pertanto- rilancia il capogruppo- si invita l’ASP ad riattivare nel più breve tempo possibile gli ambulatori di otorinolaringoiatria chiusi nei poliambulatori di Bagnara, Villa San Giovanni e a Melito P.S. presso l’Ospedale Tiberio Eboli e di adeguare l’offerta di servizi di fisiatria ed ortopedia alle richieste dell’utenza. Ciò al fine di riprendere la funzione sociale a servizio di vasti territori della nostra Provincia certamente tra le più povere d’Italia”.
NUCERA (la Sinistra): "riattivare gli ambulatori di otorinolaringoiatria"
“Nel corso del 2015 – continua Giovanni Nucera- l’ASP ha ridotto inoltre l’offerta nei servizi ambulatoriali di ortopedia e fisiatria, con una notevole dilatazione dei tempi di attesa necessari per avere una visita in queste due branche specialistiche. La ASP 5 sta attuando nei fatti, attraverso la chiusura progressiva degli ambulatori specialistici presenti nei propri poliambulatori, una politica di privatizzazione strisciante della sanità, non consentendo così alla sanità territoriale di assumere quel ruolo di filtro che deve avere per impedire inutili accessi alle strutture ospedaliere. Pertanto- rilancia il capogruppo- si invita l’ASP ad riattivare nel più breve tempo possibile gli ambulatori di otorinolaringoiatria chiusi nei poliambulatori di Bagnara, Villa San Giovanni e a Melito P.S. presso l’Ospedale Tiberio Eboli e di adeguare l’offerta di servizi di fisiatria ed ortopedia alle richieste dell’utenza. Ciò al fine di riprendere la funzione sociale a servizio di vasti territori della nostra Provincia certamente tra le più povere d’Italia”.