"La contraffazione si fa sempre piu' minacciosa. Il racket, l'usura e la corruzione che alterano il mercato e falsano la concorrenza a scapito delle imprese 'sane' e' sempre piu' in aumento. La conferma arriva dai dati della ricerca Censis per il ministero dello Sviluppo Economico: nel 2015 gli italiani hanno speso 6,9 miliardi per acquistare prodotti contraffatti (+4,4% rispetto al 2012). Al primo posto i capi d'abbigliamento e accessori, per un valore di 2,2 miliardi, il 32,5% del totale". Lo scrive in una nota Confcommercio Reggio Calabria, a seguito dell'operazione 'Easy Brand' che ha condotto la Guardia di finanza a smantellare un'organizzazione criminale dedita alla contraffazione di articoli di abbigliamento. "I prodotti falsi vengono venduti nelle bancarelle per strada, in capannoni e magazzini, negli appartamenti privati, attraverso siti web e corrieri. E Reggio - si legge ancora nella nota dell'associazione dei commercianti reggini - non e' esente a tutto cio'. Vere e proprie organizzazioni ramificate sul territorio cittadino, dedite alla produzione e commercializzazione di capi e accessori di abbigliamento riportanti marchi contraffatti, sono state smascherate dall'articolata operazione odierna della Guardia di finanza che ha messo manette ai polsi, fatte diverse perquisizioni e sequestrato beni per oltre un milione di euro. Dalle indagini, coordinate dalla Dda, sarebbe emersa - continua il comunicato - l'esistenza di un vero e proprio cartello criminale in grado di condizionare il regolare svolgimento delle attivita' economiche, in particolare nel confezionamento e nella vendita di oltre 150 mila capi e accessori di abbigliamento con note griffe contraffatte. E Confcommercio Reggio, nel congratularsi con le Fiamme Gialle, ribadisce che tollerare, consentire o favorire fenomeni come abusivismo, contraffazione, criminalita', mercato nero, pirateria nuoce ai consumatori, alla societa' e alle imprese, alimenta l'economia sommersa e l'evasione fiscale, arricchisce la criminalita' organizzata. Bisogna restituire a consumatori e imprese -sottolinea ancora la confederazione reggina - una societa' sana e un mercato pulito".