La 'ndrangheta esiste e colpisce anche in Piemonte. Una nuova 'locale', dopo le 13 emerse nelle inchieste 'Minotauro', 'Colpo di coda' ed 'Exodus' nel Torinese e quella della zona meridionale della regione dell'inchiesta 'Albachiara', e' stata sgominata dalle forze dell'ordine con un blitz avvenuto all'alba di oggi e condotto congiuntamente da polizia, carabinieri e guardia di finanza. Quindici persone sono finite in carcere; una, ultrasettantenne, e' andata ai domiciliari, e per le ultime due e' scattato l'obbligo di firma. Tutte, secondo l'ipotesi degli investigatori, aderiscono a un gruppo che aveva la sua base operativa a Santhia', nel Vercellese. La 'ndrina avrebbe legami stretti con le cosche torinesi e con quelle di Rosarno, in Calabria. Tra gli episodi documentati dalle indagini ci sono incendi, danneggiamenti, pizzo pagato da gestori di locali (in particolare notturni), ma anche un tentato omicidio avvenuto a Volpiano (Torino) nel 2014 e un sequestro risalente al 2010, mai denunciato ne' dalla vittima ne' dai familiari, di un imprenditore del Novarese, emerso dalle intercettazioni. Per questo e per altri casi gli investigatori hanno dovuto scavalcare muri di omerta' e reticenza: le uniche denunce presentate sono riconducibili a incendi e danneggiamenti che avevano comportato l'intervento delle forze del'ordine, ma successivamente nessuno aveva il coraggio di ammettere di avere subito intimidazioni. Per quanto riguarda i locali notturni, gli investigatori parlano di vera e propria guardiania, ma anche in questo caso tutti hanno negato di pagare l'organizzazione. Anche il caso del tentato omicidio e' stato segnato dal silenzio della vittima, Antonio Tedesco, gia' finito in carcere per storie di armi e reati contro il patrimonio, e dal leitmotiv delle discoteche. L'uomo fu accoltellato in strada e lasciato agonizzante, ma riusci' a salvarsi. Nonostante questo, non spiego' il perche' di quell'aggressione. Che, stando alle indagini, era dovuta a dissapori nella gestione di un locale notturno con Saverio Dominello, uno degli arrestati insieme al figlio Rocco, ai fratelli Antonio e Giovanni Raso e ad Antonio Miccoli. Nei confronti dei cinque sono stati disposti i sequestri di societa' edili, vetture di lusso, immobili e terreni nelle province di Biella e Lecce.