"Smaltita l’ubriacatura della campagna elettorale, “Cosenza, dunque, torna ad essere Cosenza”. Il 26 aprile 2013, con la firma apposta sul contratto di concessione fra l’Amministrazione Comunale e l’ATI che aveva vinto la gara d’appalto per il rifacimento di piazza Bilotti e il restyling di tutto il centro cittadino adiacente, ricominciava - era questo il tono da cinegiornale dell’Istituto Luce usato nel comunicato
ufficiale - a Cosenza la stagione delle grandi opere.
16 milioni di euro di fondi pubblici, tanta nuova occupazione e la consegna dei lavori prevista entro 540 giorni ( il 17 ottobre 2014 ). Così il Sindaco Occhiuto, con “una velocità da record”, immaginava di consegnare ai cosentini “una città bella e più vivibile”, “con una migliore qualità della vita per i cittadini”.
Oggi, dopo oltre un anno e mezzo dalla data prevista per la conclusione dei lavori - come avviene in Italia per tutte le cosiddette grandi opere che devastano il territorio e arricchiscono i cementificatori – quel cantiere miracoloso sembra si sia trasformato in una voragine, in un immenso buco nero che, insieme alle mirabolanti promesse, ha divorato i lavoratori ed i loro diritti.
Sembra infatti che tutti i dipendenti di Barbieri costruzioni siano stati costretti a dimettersi per giusta causa (quattro stipendi non pagati e contributi non versati alla Cassa Edile dall’ottobre 2015) senza che, evidentemente, l’Ente appaltante abbia vigilato sul rispetto delle norme che tutelano il lavoro e sulla corretta applicazione del contratto nazionale, così come previsto.
Tra comunicati sindacali, smentite sgangherate, operai dei subappalti spostati come le vacche di Fanfani e nuove assunzioni annunciate come imminenti, l’unica certezza che rimane e l’assoluto stato di confusione. Ora che la campagna elettorale è finita e potete riporre le armi della propaganda, ci dite cosa sta succedendo? "
Cosenza in Comune