Per la categoria 'Paese Amico', riservata a scuole e comuni, ad avere il riconoscimento è stato proprio l'Istituto d'istruzione superiore Itis-Ita-Ipa di Rossano, con il progetto 'La cultura della biodiversità', realizzato in collaborazione con Coldiretti, l'Associazione scientifica biologi, Crea-Oli Unical, Arsac e l'Ordine degli agronomi di Cosenza. Tale progetto nasce per tutelare il patrimonio genetico della zona di Rossano e coinvolge gli agricoltori, i biologi e agronomi che analizzano i Dna delle piante rinvenute e gli alunni dell'Istituto dove sono custodite le piante fungendo da 'banca' del Dna locale. Emblema del progetto è l'olivo Leucocarpa, particolare per il colore bianco nelle sue olive mature, il cui olio era usato nell'antichità per i riti religiosi.
Le classi 1^, 2^ e 3^, coordinate dal prof. Giovanni Mastrangelo Direttore dell’Azienda dell’Istituto Tecnico Agrario “F. Silvestri” di Rossano hanno scoperto, nel corso di alcune esercitazioni, la presenza di cinque esemplari di piante di olivo con drupe bellissime di un colore avorio chiarissimo. Da intense ricerche si è appreso trattarsi di una specie chiamata Leucocarpa ormai rara. Così l’azienda dell’Istituto tecnico Agrario di Rossano ha voluto studiare e valorizzare questi meravigliosi esemplari.
La biodiversità del territorio e del paesaggio e i servizi eco-sistemici che ne derivano sono i principi cardine del progetto che ha la finalità di promuovere la gestione sostenibile delle risorse e del territorio, la tutela del paesaggio autoctono e degli habitat, mediante pratiche agricole sostenibili, pur mantenendo, al tempo stesso, uno sguardo lucido e attento alle esigenze produttive del settore primario.
E per mantenere vivo il passaggio dalla tradizione all’innovazione promosso dall’Oscar Green, gli studenti impegnati nel progetto hanno scoperto che, la leucocarpa, ai tempi della Magna Grecia, era diffusa in tutta la Calabria, soprattutto nei pressi dei “monasteri basiliani. La pianta della leucocarpa veniva chiamata , all’epoca, “leucolea”, che significa appunto “bianca oliva”, per la caratteristica delle sue drupe che restano di colore bianco anche quando raggiungono la piena maturazione. Da tali olive si ottiene un olio chiarissimo, che in passato era chiamato “Olio del Crisma”.
Con l’aiuto della Coldiretti di Rossano e dell’Azienda Rivitti, è stata così effettuata la raccolta e prodotto un certo quantitativo di olio. Ispirandosi e collegandosi all’evento che ha riempito di sano orgoglio il territorio rossanese con il riconoscimento del Codex Purpureus di Rossano Patrimonio dell’Umanità dall’Ubeso, all’olio estratto dalle drupe della Leucocarpa si è dato proprio il nome di “Olio del Codex”.