Iniziamo da Arosio, dopo la laurea vive per lungo tempo all'estero, tra Barcellona e New York, e nella Grande Mela contamina la sua formazione di architetto con le arti visive; ritornato in Italia, ormai più di dieci anni fa, si attiva per mettere a frutto le infinite suggestioni che questo fortunato connubio può dare.
Nel 2010 nasce Kernel, piattaforma internazionale che “riunisce più vocazioni: la sperimentazione che ci permette di mettere insieme diverse espressioni artistiche legate alla tecnologia, al digitale e all'architettura effimera; la valorizzazione perché lavoriamo in particolar modo su edifici storici magari in stato di abbandono o di generale incuria che attraverso la nostra azione di mapping e poi di restituzione con led delle tracce sonore cambiano completamente la percezione che si ha di loro. Pensa che a Villa Tittoni Traversi a Desio, dove nasce e si realizza il Festival di Kernel, siamo stati i primi a pensare che quello spazio, chiuso da tempo, si potesse riqualificare tramite l'arte e così è stato. Finita la prima edizione del Festival la villa infatti è stata riaperta dal comune e ora ospita eventi di varia natura. Poi c'è la partecipazione: noi ci relazioniamo sia con il pubblico fruitore che può interagire durante le nostre performance ma anche con i tanti artisti che fanno parte della nostra piattaforma e che ci mandano da più di 60 Paesi nel mondo i loro progetti. Noi mettiamo loro a disposizione le nostre competenze e i nostri strumenti per realizzare progetti di video mapping”. E mentre la prospettiva del fortino cambia al ritmo della luce, arrivano le 22 e in scena va Ernesto Orrico. “Il manoscritto sulla vita di Joe Zangara, anzi dattiloscritto – precisa Orrico, qualche minuto prima di iniziare – è stato trovato tempo fa da un giornalista americano che poi ne ha fatto un libro, e l'edizione italiana è stata curata da Katia Massara, professoressa dell'UNICAL.