"Pertanto - dice ancora Occhiuto - sono disponibile a qualsiasi iniziativa si rendesse necessaria per porre fine a uno stillicidio di contrapposizioni tra medici e pazienti che la politica non e' riuscita a risolvere e neppure a mediare. Non pongo in tal senso distinzioni di responsabilita' e ricordo, infatti, che due anni fa intervenni con un'ordinanza senza precedenti in Italia pur di smuovere le acque stagnanti dell'immobilismo, con la quale si imponeva di assumere dei medici per la carenza di personale al Pronto soccorso. Non e' pensabile che gli ammalati e le loro famiglie paghino le conseguenze di pastoie burocratiche, ne' che medici e infermieri di valore debbano vivere la loro professione in continua trincea. E' questo il primo passaggio da compiere, censurando la ferita che si e' aperta nel tempo tra curanti e curati".
"Ho ben presente - dice ancora Occhiuto - la situazione creatasi nei decenni in Calabria da chi ha usato la sanita' come serbatoio di clientela elettorale, depotenziando i reparti e disinvestendo in tecnologia e in risorse umane. Per queste ragioni, chiedero' alla Regione un incontro e un confronto aperto che possa mettere da parte ogni differenza, nella consapevolezza che, dinanzi alla tutela della salute, non possano esistere divaricazioni. Sono pronto a recarmi ancora una volta in ospedale con la fascia tricolore per rappresentare il bisogno incessante di sicurezza e di protezione del bene piu' prezioso e per chiedere, insieme a medici e infermieri, scelte di qualita' e di progresso. Cosenza deve tornare a essere uno dei migliori ospedali del Sud e, nell'attesa che si possano definire percorsi e valutazioni sul nuovo nosocomio non piu' procrastinabili, l'Annunziata deve uscire dalla morsa di una precarieta' sempre piu' grave ed evidente".