Con l’autore ne hanno discusso Sergio Aquino, ex militante comunista e profondo conoscitore dei meccanismi che regolavano la vita all’interno del Pci e Ugo G. Caruso, regista e studioso di cultura di massa.
Il libro racconta della uccisione nel 1977 di una fioraia iscritta al Pci che viene trovata morta a Milano, zona Sempione, uccisa da una raffica di mitra. Polizia e magistratura aprono una inchiesta ma se ne avvia anche un’altra voluta dalla segreteria del partito. Ed è di quest’ultima che si narra nel libro.
Oltre agli elementi tipici del giallo, fanno notare nei loro appassionati interventi Caruso e Aquino, il volume di Festa rappresenta anche un ottimo saggio su quello che era “il Partito” negli anni 70: l'apparato politico e i suoi livelli rigidamente e gerarchicamente definiti, la diffusione capillare nella società, il senso di appartenenza e di obbedienza, le ambiguità. Interessante e godibile la ricostruzione della Milano dell'epoca riprodotta con una vena di sottile ironia dal momento che l'autore guarda, con l'affetto tipico di chi ricorda momenti ed epoche della propria vita passata, una città e una forma - partito che sono regole, riti, gerarchie, ma anche comunità viva e passionale. E nel libro i valori e i difetti, il potenziale ed i limiti di una esperienza storica sono descritti con lucida consapevolezza ed umana partecipazione.
Il prossimo appuntamento targato Premio Sila ’49 sarà martedì 13 settembre, ore 18, libreria Feltrinelli a Cosenza per la presentazione di “Il bambino nella neve” di Wlodek Goldkorn. Dialogherà con l’autore Renate Siebert.