Stanza 101 è un’associazione culturale impertinente ed assolutamente apartitica. L’immagine ‘Stanza 101’ è presa in prestito dal celebre romanzo di G. Orwell ‘1984’ ad indicare la volontà di costruire un’alternativa al modello totalitario di società attualmente imperante. Come si legge nel suo manifesto “La società di oggi, infatti, nonostante viva un’apparente stato di libertà e benessere, è pesantemente oppressa da una nuova ideologia totalitaria, quella del Capitale. Un’ideologia contro l’Uomo, i cui rapporti sociali sono esclusivamente determinati dalle leggi di domanda-offerta, dove tutto, perfino la persona vale non per la sua dignità intrinseca di essere umano ma solo in quanto consumatore e se risponde a definiti standard di efficienza e produttività. Questa ideologia è riuscita ad imporsi attraverso le grandi scoperte della tecnica che hanno alimentato il mito del progresso secondo cui ogni forma di appartenenza diventa oppressiva e discriminante. Di qui la libertà sociale - declinata a sinistra - si è incontrata con la libertà economica - declinata a destra - fino all’aspirazione finale di creare una società in cui non solo le merci possano circolare liberamente ma soprattutto dove non esistano più ceti sociali, confini, differenze etniche e culturali, perfino le differenze sessuali devono essere annullate. L’uomo nuovo di questa ‘società radicale di massa’ [Pasolini] deve essere precario nel lavoro, dev’essere un migrante senza patria, dev’essere sessualmente neutro. L’uomo nuovo del ‘cretinismo economico’ [Gramsci] dev’essere nullo perché - come spiega Gmork, il servo del Potere in “La storia infinita”, prima di scontrarsi con Atreyu - solo attraverso il ‘niente’ è facile dominare gli uomini. E se qualcuno manifesta una posizione “scorretta”, come se si macchiasse del crimine di psicoreato, viene perseguitato e rinchiuso nella ‘Stanza 101’ del sistema politico, giudiziario od in quello mediatico dove TV, giornali ed internet infliggono le proprie torture scongiurando al pericolo delle peggiori fobie sociali”.
REGGIO. Domani dibattito "Gioventù tradita" presso il Caffè Malavenda
Stanza 101 è un’associazione culturale impertinente ed assolutamente apartitica. L’immagine ‘Stanza 101’ è presa in prestito dal celebre romanzo di G. Orwell ‘1984’ ad indicare la volontà di costruire un’alternativa al modello totalitario di società attualmente imperante. Come si legge nel suo manifesto “La società di oggi, infatti, nonostante viva un’apparente stato di libertà e benessere, è pesantemente oppressa da una nuova ideologia totalitaria, quella del Capitale. Un’ideologia contro l’Uomo, i cui rapporti sociali sono esclusivamente determinati dalle leggi di domanda-offerta, dove tutto, perfino la persona vale non per la sua dignità intrinseca di essere umano ma solo in quanto consumatore e se risponde a definiti standard di efficienza e produttività. Questa ideologia è riuscita ad imporsi attraverso le grandi scoperte della tecnica che hanno alimentato il mito del progresso secondo cui ogni forma di appartenenza diventa oppressiva e discriminante. Di qui la libertà sociale - declinata a sinistra - si è incontrata con la libertà economica - declinata a destra - fino all’aspirazione finale di creare una società in cui non solo le merci possano circolare liberamente ma soprattutto dove non esistano più ceti sociali, confini, differenze etniche e culturali, perfino le differenze sessuali devono essere annullate. L’uomo nuovo di questa ‘società radicale di massa’ [Pasolini] deve essere precario nel lavoro, dev’essere un migrante senza patria, dev’essere sessualmente neutro. L’uomo nuovo del ‘cretinismo economico’ [Gramsci] dev’essere nullo perché - come spiega Gmork, il servo del Potere in “La storia infinita”, prima di scontrarsi con Atreyu - solo attraverso il ‘niente’ è facile dominare gli uomini. E se qualcuno manifesta una posizione “scorretta”, come se si macchiasse del crimine di psicoreato, viene perseguitato e rinchiuso nella ‘Stanza 101’ del sistema politico, giudiziario od in quello mediatico dove TV, giornali ed internet infliggono le proprie torture scongiurando al pericolo delle peggiori fobie sociali”.