Universita': accordo Regione Calabria-Atenei per valorizzare sistema

Universita': accordo Regione Calabria-Atenei per valorizzare sistema
La Regione Calabria ha firmato con le quattro universita' calabresi l'accordo di programma per la valorizzazione e lo sviluppo del sistema universitario e della ricerca che rientra tra i progetti strategici "Calabria alta formazione" del Por 2014/2020. La sottoscrizione dell'accordo, avvenuta nella sede della Cittadella a Catanzaro, rappresenta il secondo dei sei step previsti nel cronoprogramma, dopo l'approvazione delle linee di indirizzo e individuazione delle strutture responsabili, e che consiste in un investimento di 128 milioni di euro provenienti dai fondi Por 14/20. A queste risorse si aggiungeranno quelle del Programma di azione e coesione e del Patto per la Calabria. "L'obiettivo - ha spiegato il presidente Mario Oliverio - e' quello di migliorare per i nostri giovani e le nostre ragazze l'alta formazione in Calabria". Secondo gli ultimi dati statistici, infatti, in Calabria il trend di immatricolati e' in costante diminuzione. Si e' passati da oltre diecimila iscritti a poco piu' di seimila. A questo va aggiunto l'aumento del fenomeno dell'emigrazione studentesca, ma anche le ridotte opportunita' occupazionali: solo il 57% dei laureati in Calabria riesce a trovare un lavoro nei primi tre anni post laurea, a fronte del 68% registrato a livello medio nazionale. Sono alcuni dei dati di partenza da cui la Regione, ha spiegato Paolo Pratico', dirigente del dipartimento "Programmazione Nazionale e Comunitaria", ha preso spunto per sviluppare insieme ai rettori ed ai ricercatori un piano per lo sviluppo dell'Alta formazione. "La Regione - ha sottolineato Oliverio - non puo' rimanere indifferente rispetto al calo delle immatricolazioni e per questo serve un confronto costante con gli atenei. Quel che deve essere chiaro, pero', e' che noi non siamo solo uno sportello erogatore delle risorse, ma che continuamente e costantemente vogliamo prendere parte all'individuazione delle strategie da mettere in campo". L'accordo e' stato sottoscritto dai quattro rettori calabresi che condividendo gli obiettivi strategici del programma hanno commentato i dati relativi alle universita'. "L'emigrazione studentesca - ha sostenuto Aldo Quattrone, rettore dell'universita' Magna Graecia di Catanzaro - non riguarda solo la Calabria, ma l'intera nazione. Non sono le nostre universita' ad essere poco attrattive ma e' l'Italia che non investe nella ricerca. In piu' la Calabria, come le altre regioni meridionali, soffre di una disuguaglianza a causa dei criteri di ripartizione dei contributi statali". Salvatore Berlingo', rettore dell'universita' per stranieri "Dante Alighieri" ha parlato dei dati afferenti al suo ateneo: "Dal 2012 la Dante Alighieri ha raddoppiato gli studenti contribuendo ad aumentare la percentuale di studenti stranieri in regione. Questo non toglie che il sistema sia in crisi e per questo sia necessario puntare sull'internazionalizzazione delle universita'". "La politica calabrese - ha dichiarato il rettore dell'Unical di Mirocle Crisci - ha ignorato completamente, negli ultimi quaranta anni, il sistema universitario e questo ha rappresentato una carenza culturale enorme. La firma di oggi rappresenta una tappa fondamentale, ma non puo' fermarsi qui. Lo Stato deve smettere di ignorarci. Come lo aiuta il Sud? Solo a parole lo aiuta. Noi intercettiamo gli studenti ma se non abbiamo i fondi per pagare nuovi docenti e attivare i corsi e' normale che si trasferiscano altrove". A Crisci fa eco il rettore dell'universita' di Reggio Calabria Pasquale Catanoso: "L'analisi e' complessa, ma bisogna capire che l'universita' non appartiene alla regione, ma al sistema nazionale. Noi non abbiamo nulla da invidiare a nessuna altra facolta', nonostante siamo piu' giovani delle altre. Inoltre quello che non viene mai detto e' che i nostri atenei hanno dei rapporti internazionali che nessuno conosce. Realta' dove siamo stimati e dove le nostre professionalita' accademiche sono apprezzate".