"Per immaginare il proprio futuro e costruire al meglio la propria identità di Città metropolitana, le comunità che vi fanno parte, in primis la città di Reggio, hanno bisogno innanzitutto di idee o meglio di visioni. Visioni che sono tanto più efficaci ed evocative quanto più complete. La molteplicità dei punti di vista e soprattutto il confronto tra essi è fondamentale per definire un'organizzazione ed una programmazione che sia autenticamente strategica per lo sviluppo dei nostri territori. Quello a cui si sta assistendo è invece una mancanza di dialogo, di confronto e apertura da parte di Falcomatà e del PD, chiusi in un clima surreale nelle roccaforti di Palazzo S.Giorgio e Palazzo Foti, immersi in un'impenetrabile autoreferenzialità di scelte che purtroppo appaiono solo spinte all'occupazione di posti di potere più che disegno strutturale e pianificazione vera aperta ai contributi del mondo delle professioni e della società civile. È un dato di fatto. Comunicare curando un profilo Facebook scremato con belle foto, video dell'ultima ora e notizie unicamente positive non serve, perché così si vive in un mondo irreale e solo virtuale che si nutre di illusioni e le vende, non si rileva, non si avverte e non si percepisce la presa in carico dei problemi veri, le priorità e le aspettative ma anche le risorse e le passioni dei giovani, delle famiglie, degli anziani, delle imprese da sostenere, da tradurre e declinare in obiettivi. Piuttosto si allarga la frattura, la sfiducia, il solco fra i cittadini, la politica e le Istituzioni. Dietro alle cose come sono c'è anche una promessa, l'esigenza di come potrebbero essere; c'è la potenzialità di una realtà “altra” che preme per venire alla luce. Che Città metropolitana si va configurando dunque ? Quale visione o visioni persegue Falcomatà? non lo ha esplicitato e spiace dirlo, dopo due anni di Amministrazione non si intravede. Difetto di comunicazione o limiti personali della classe dirigente attuale, inesperienza e incapacità? Degenerazioni del renzismo su scala locale? Difficile al momento comprenderlo. Ma sicuramente se tutto è ridotto alla ricerca di equilibri di potere politico (e alle relative carriere) e nessuna energia è spesa per rintracciare (e intrecciare) osservazioni, interpretazioni, per restituire alle città singole e alla "città metropolitana nella sua interezza" nuove e magari inedite visioni di se stesse, il fallimento è dietro l'angolo. A Reggio ci sono sicuramente motivazioni importanti (disoccupazione giovanile, ndrangheta e massoneria, lobby di potere) che inducono a togliere la speranza e la prospettiva in campo economico e sociale, ma è importante trovarne altrettante per non arrendersi al disfattismo e al pessimismo e ritrovare i valori, le energie positive per immaginare, progettare, costruire. I cittadini si attendono un salto in avanti che porti la città di Reggio a concentrarsi interamente sullo sviluppo dell’area metropolitana, sulla concretezza di progetti di sviluppo turistico connesso sì alle vocazioni dei nostri territori ma basato su nuove forme imprenditoriali e sull'innovazione tecnologica. Su un' inedita concezione di città metropolitana- "mediterranea" che pensi in prospettiva con uno sguardo rivolto al futuro e non ripiegato su di sé, con una gestione ordinaria (cmq carente) come ha scelto di fare l'attuale Amministrazione. Occorre scommettere sulla politica come servizio, sulla progettualità di qualità quale struttura fondamentale dell'agire che permetta di non vivere in senso ripetitivo e rassegnato, ma creativo, per porre nuovi inizi e traguardi (era un po' il tentativo che la passata Amministrazione Scopelliti tentò di fare con il Waterfront di Zaha Hadid incredibilmente messo da parte dal Sindaco attuale).
I piani strategici per le Città metropolitane sono il cuore della loro programmazione e Reggio, se fa un buon lavoro, può trovare in questo modo gli strumenti essenziali per la programmazione dei fondi dell’Unione europea 2014-2020, che cerca proprio "direttamente" nelle città e negli agglomerati metropolitani i luoghi cui destinare rilevanti risorse finanziarie. Nella fase costituente dunque, occorre mettere in chiaro le regole del gioco. Lo Statuto deve contenere elementi di grande innovazione anche dal punto di vista degli strumenti del territorio, a partire proprio dal Piano strategico metropolitano, opportunità unica per una nuova pianificazione integrata e omogenea delle aree, dalla locride alla tirrenica passando per Reggio. La Città metropolitana deve rappresentare un grande strumento di servizio ai Comuni. Favorire una maggiore semplificazione che faciliti la vita alle imprese. Deve programmare, nelle sue importantissime funzioni che la legge gli attribuisce, tenendo conto delle specifiche esigenze, peculiarità e caratteristiche dei singoli territori. Per trasformare ogni problema in risorsa. Il futuro è bellissimo. Perché si può sognare, progettare, costruire, cambiare. Questa classe dirigente fino ad oggi ha dimostrato di aver paura del futuro. Forse perché temono possa togliere quel che hanno?. Ma la verità è che Reggio non può smettere di sognare, di progettare e di costruire. Il futuro è adesso. Perché il domani non è una somma di eventi che ci piove addosso, predeterminata dal caso o dalla provvidenza. Il presente e il futuro di Reggio città metropolitana sono figli di azioni e comportamenti che lo generano, lo accudiscono, gli danno forma e sostanza. Adesso non domani."
F. D'Amato