Dovranno tutti affrontare il giudizio i 13 medici coinvolti nell'inchiesta Mala Sanitas, che ha scoperchiato una vera e propria cartiera di false cartelle cliniche, necessaria a coprire palesi errori medici, anche fatali. Come chiesto dal procuratore aggiunto Gaetano Paci e dai pm Roberto Di Palma e Annamaria Frustaci, a giudizio vanno l'ex primario Pasquale Vadala', l'ex facente funzioni Alessandro Tripodi e i ginecologi Filippo Sacca' e Daniela Manunzio, tutti ancora agli arresti domiciliari, come i colleghi Antonella Musella, Mario Gallucci, Roberto Rosario Pennisi, Massimo Sorace e Marcello Tripodi, la neonatologa Mariella Maio, gli anestesisti Luigi Grasso e Annibale Musitano, l'ostretica Giuseppina Strati, tutti colpiti da interdizione dalla professione per dodici mesi. Per la Procura, nel reparto di Ginecologia e Ostetricia degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria esisteva una vera e propria associazione a delinquere finalizzata a "commettere una serie indeterminata di delitti, in particolare reati di falso in atto pubblico fidefacente attraverso la manipolazione delle cartelle cliniche relative alle pazienti che si sottoponevano ad interventi ginecologici presso l'Azienda ospedaliera Bianchi-Melacrino-Morelli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, nonche' alle gestanti e ai neonati ivi ricoverati, al fine di occultare le responsabilita' dei componenti dell'e'quipe medica che avevano preso parte a singoli interventi incorrendo in gravi errori dovuti a colpa non lieve. A farne parte - sostiene la procura - sono l'ex primario Pasquale Vadala', il facente funzioni che gli e' succeduto, Alessandro Tripodi, e il suo braccio destro, Daniela Manunzio, considerati ?promotori e organizzatori del sodalizio criminoso".