"Ricorre anche quest'anno l'anniversario dell'omicidio di Franco Fortugno e anche quest'anno il nostro movimento, nato proprio come risposta dei giovani calabresi a quella barbarie mafiosa, celebra privatamente questa memoria, lontano dalle celebrazioni ufficiali e dai riflettori". Lo afferma, in una nota, Aldo Pecora, fondatore e presidente del movimento "Ammazzatecitutti". "Tanto e' cambiato da quel giorno - prosegue Pecora - sia in Calabria, dove e' finalmente nata e si e' consolidata una nuova coscienza antimafia, specialmente tra i giovani, sia nell'immagine che da quel giorno la Calabria ha avuto in Italia, come hanno testimoniato tutti i maggiori organi di informazione nazionali ed esteri. E anche la mia vita e' stata sconvolta da quell'evento, e dall'impegno personale che ne e' scaturito, a cui ho dedicato tutti gli anni della mia giovinezza" "L'unica cosa che non e' cambiata per me da quel giorno - insiste Aldo Pecora - e' la volonta' di fare strada a una nuova mentalita' antimafiosa senza farmi strada. Una scelta che mi e' costata una vita piu' che austera, proprio perche' sapevo che rappresentavo un esempio per moltissimi ragazzi. Ma anche una scelta che ha fatto stizzire chi su quella morte voleva lucrare carriere politiche e professionali e vantaggi economici, e che trovando nel paragone un fastidio insopportabile non ha mai perso occasione di tentare di farmela pagare con aggressioni di ogni specie, che non hanno risparmiato neanche la mia famiglia". "Ma noi siamo ancora qui - sostiene Aldo Pecora - a schiena dritta davanti alla tomba di Franco Fortugno, orgogliosi di non averla utilizzata come scalino per carriere politiche, professionali, o per vantaggi economici personali. Le nostre mani sono rimaste pulite come allora, e il nostro sguardo e' cristallino come quella sera che piangevamo Franco. In questa terra dove si muore di mafia, ma di antimafia a volte si campa, e pure bene, c'e' chi crede di averci fatto terra bruciata intorno, e invece non sa quanto noi siamo fieri e orgogliosi di esibire la nostra diversita'. E i calabresi onesti ce ne stanno gia' dando atto".