REGGIO. Al Teatro della "Girandola" lo spettacolo "Come il sole"
Le donne stereotipate, simboleggiate, originali, facenti parte di un universo ruotante intorno ad un sole, che accentra varie dicotomie ancestrali di figure femminili, emblematiche di una società accentrante. “Come il sole” lo spettacolo teatrale rappresentato al Teatro “Girandola” di Reggio Calabria, nel quale si è dato anima alla donna nelle vesti di sposa, madre, voce coraggio, raffrontata attraverso uno specchio sfaccettato, da angolazioni dissonanti. Il recital, già messo in scena a marzo e maggio, è stato replicato, a grande richiesta di pubblico, per la terza volta. Sulla scena, le attrici Cinzia Messina e Maria Gurnari, hanno incarnato prospetticamente un susseguirsi delicato e frizzante di momenti vibranti “un omaggio teatrale, poetico, musicale, al mondo femminile, che ha inteso raccontarlo alieno da stereotipi e da luoghi comuni” ha sottolineato la Messina, formatasi al “Laboratorio dell’attore” di Roma con i maestri Raul Manso, Jango Edwards, Lisday Kemp e Lina Bernardi e già coinvolta in un radiodramma RAI, al Teatro Cilea ed al Teatro Catona. Brani poetici e pezzi teatrali, frammischiati ad un’intensa musicalità curata da Tania Filippone, formatasi con Danio Manfredi e Nino Racco, attraverso una musicalità voce-chitarra, spaziando dalla tradizione grecanica a quella polifonica. La sua vocalità ha rilevato i cardini della pièce, annoverando la classicità del teatro italiano, da “Filumena Marturano” di Eduardo De Filippo al monologo “Trovarsi” di Pirandello ad Anna Magnani. “Un susseguirsi delicato e frizzante di momenti vibranti, la forza di queste figure interpretate, ha coinvolto perché a suo modo, ogni donna, tenta, magari nel silenzio e nella quotidianità, di essere l’artefice di un mondo più giusto” ha rimarcato la Messina. Il silenzio della quotidianità, per annoverare una rinnovata chiave di lettura, ha voluto portare in luce, l’incisività storica di valori inespressi o evidenziare il potere di momenti di transizione storica o proporre una ricerca nuova in un continuum di forze femminili, che si sono affermate in una coesione, per emergere rinnovate nei valori, nella legge e nel sociale, attraverso delle rinate reinterpretazioni sceniche. Il tutto è apparso velato da una luminosità variabile, dal policromatismo, ai chiaro-scuri, operati dal tecnico delle luci Simona Casile, per rivestire l’impalpabilità di un universo femminile fatto di luci e di ombre, di saggezza e d’impulsività di passionalità e di razionalità, di coraggio e di saggezza. Visioni, senza chiusura, di una Filumena Marturano/Cinzia Messina hanno fatto crescere l’intensità della passione e uno storicismo atavico di un Pirandello/Maria Gurnari hanno permesso di estrapolare la cerebralità odierna. “I ritratti delle donne rappresentate, non le hanno mostrate suadenti, ma personalità schiette che hanno fatto dell’autenticità, il loro baluardo di vita, il cui un unico fine è lottare per amore e con amore” ha ribadito l’interprete della Marturano. Come il sole ha posto così gli accenti di prospettive poliedriche in un anello di congiunzione, di un continuum spazio-tempo di una femminilità variegata, che ha fatto del coraggio o della debolezza, un punto di forza e di rinascita.
Stefania Chirico Cardinali