NICOLO' (FI): "successo per l'iniziativa "Gazebo Day"

NICOLO' (FI): "successo per l'iniziativa "Gazebo Day"
“Ha riscosso interesse e successo l'iniziativa  “Gazebo Day”, che si è svolta nelle principali piazze di Reggio Calabria e nella sua Provincia è quanto afferma all'indomani il Capo Gruppo di FI in Consiglio Regionale Alessandro Nicolò. Un'occasione significativa di confronto dialettico che ha colto nel segno, consentendo attraverso il dialogo e il confronto con i tanti cittadini che  hanno avuto modo di porre domande ed obiezioni rispetto ai nebulosi e incomprensibili quesiti referendari di una Riforma nociva per il Paese e per le sue istituzioni democratiche.  Intensa partecipazione si è registrata in tutte le piazze della Città dello Stretto come nelle realtà del comprensorio Jonico e Tirrenico.  L'intento è stato quello di promuovere  il più ampio coinvolgimento rispetto ad una questione decisiva per il futuro dell’Italia.  L' obiettivo è stato  quello di spiegare in maniera chiara i pericolosi e irreversibili danni che questa Riforma porta con sé.  Gli opuscoli diffusi hanno fornito un servizio ai cittadini per un informazione esaustiva ed obiettiva rispetto a una formulazione ingannevole rappresentata da una Riforma pasticciata e confusionaria anche nell'esposizione.  Un progetto incostituzionale che mina alle fondamenta la Democrazia rendendola ostaggio dei partiti ed affidandone le sorti ad “un uomo solo al comando”, senza la garanzia del principio dell’equilibrio tra poteri che risulta in tal modo irrimediabilmente compromesso con grande nocumento della partecipazione popolare ai processi decisionali.

Una "Riformicchia", peraltro, illegittima nel metodo e negativa nel merito  imposta in modo inedito dal Governo, a colpi di maggioranza senza il coinvolgimento di tutte le forze politiche presenti in Parlamento che rischia di stravolgere in modo irreversibile gli assetti della Repubblica Democratica Parlamentare .

Una riforma dunque che afferma partitocrazia e la deriva autoritaria che rende l’Italia più debole al cospetto dell’Europa - così come vorrebbe la  Merkel .   

E' falso parlare di fine del bicameralismo, resterebbe in piedi un senato quale  dopolavoro per Sindaci e Consiglieri Regionali i cui poteri risultano confusi, mentre rimangono  tutte le relative spese di funzionamento, in contraddizione ai proclami di risparmio e spending review.

Dalla nuova spinta centralista, secondo la riforma  Boschi-Renzi  aumenteranno i conflitti tra Camera, Senato e Regioni; non si conseguirà alcun risparmio. Altro che rinnovamento: vi sarà la mortificazione dei territori in palese violazione dei principi fondamentali raccolti nella prima parte della Carta Costituzionale sulla valorizzazione del decentramento ex art. 5 della  Costituzione. Al fine meramente illustrativo, basterà pensare che anche le grandi opere saranno tutte centralizzate, ad esempio la centrale a carbone di Saline Joniche, per la quale vi è stato il diniego da parte del Consiglio Regionale della Calabria, sarà sicuramente realizzata, tenuto conto degli intenti governativi di fattibilità contro la volontà delle autonomie locali, i cui rappresentanti  sono i veri conoscitori dei territori e delle esigenze degli stessi. Con la Costituzione Renzi-Boschi tale opera sarà imposta dal Governo Centrale a dispetto del deliberato Consiglio Regionale che all'unanimità aveva formulato con alto senso di responsabilità e coscienza civica la propria contrarietà  ad un'opera nociva alla salute dei Calabresi e dei Reggini in particolare.

Il decentramento, invece, risponde ad una logica di valorizzazione del territorio in base alle proprie vocazioni, alle proprie peculiarità ed alle proprie caratteristiche, importanti per valutare in modo differenziato e progettare condizioni di sviluppo ordinato e di crescita.  Ad esempio la Calabria dovrà puntare su agricoltura e turismo anziché pensare a logiche industriali inopportune. Continueremo  fino al 4 dicembre con ferma determinazione il nostro lavoro per impedire che si realizzi una "dittatura" e contro l’avvento delle oligarchie.  Serve una reazione popolare convinta per mettere al riparo i valori Costituzionali minacciati da una riforma insensata.