Numerosi gli interventi che hanno messo a nudo le criticità del testo oggetto del referendum, dagli assessori Lea Stelitano e Mimmo Alafaci, di Roghudi e S. Agata del Bianco, ad Alfonso Passafaro, consigliere comunale di Locri, Rocco Mazzaferro, consigliere comunale di Gioiosa Ionica, e Pino D'Ascoli che si è concentrato anche sull'importanza di aver condiviso questa esperienza con un nuovo gruppo politico unito e compatto e che, nonostante i continui tentativi di disturbo, ha saputo ritrovarsi e continuerà a farlo. Nel merito della riforma e con diversi spunti politici anche gli interventi del vice sindaco di Oppido Mamertina Vincenzo Barca, di Lorenzo Micari, già assessore comunale di Villa S.G., Peppe Zampogna, consigliere comunale di Palmi, Pasquale Zappia, vice sindaco di Platì, Pasquale Ceratti, vice sindaco di Bianco, dell'ex sindaco di Locri Francesco Macrì, di Giuseppe Musco e del senatore Franco Crinò.
Un incontro dunque, con un clima quasi da congresso di partito, al quale Ardore ha saputo rispondere ancora una volta presente, confermandosi quale importante punto di riferimento politico della Provincia reggina. Chiari anche i contenuti, con una sonora bocciatura della riforma, definita in sostanza un passo indietro e non uno in avanti e con diverse note di colore politico e critiche soprattutto all'attuale establishment di Forza Italia che troppo spesso, hanno ribadito gli intervenuti, non ha trovato la forza ed il coraggio di confrontarsi con la propria base e che ancora governa con la finzione e l'ipocrisia, pensando solo al proprio orticello.
Insomma un NO dai territori che non è stato lanciato solo verso la consultazione del 4 dicembre prossimo, ma che ha voluto gettare lo sguardo anche al futuro. Dagli organizzatori infatti, a sintesi degli interventi, è stata avanzata la richiesta di istituire un Osservatorio focalizzato sulle necessità del territorio della locride, che conta 42 comuni e oltre 130 mila abitanti, e che serva a rappresentare i bisogni dei cittadini ed ottenere risposte delle istituzioni. Una prospettiva nuova dunque, quella venuta fuori durante l'incontro, con l'auspicio di destare dal sonno chi ancora crede che l'impegno politico sia la rincorsa a poltrone e incarichi e dimenticando colpevolmente i bisogni dei cittadini, specie delle fasce deboli e meno difese.