«Per più di un anno ho taciuto – spiega il presule – forse qualcuno ha potuto pensare che l'Arcivescovo si fosse dimenticato dell’esperienza sinodale diocesana. Invece è stato un tempo proficuo affinché gli effetti di quell'attività fortemente ecclesiale maturasse». Adesso, invece, è il tempo dell'azione.
Un Sinodo, quello della diocesi di Reggio Calabria - Bova, che ha riflettuto su tre macro-temi essenziali: affettività e famiglia, cittadinanza e partecipazione, fede e valori. Tre ambiti che hanno visto un impegno intenso dei giovani in fasi di studio e elaborazione che hanno portato a un documento conclusivo con tanti impegni concreti assunti per cui si è chiesto il supporto della diocesi. «Ho accolto tutti i vostri impegni – dice padre Giuseppe – ma adesso tocca a voi. Avete chiesto la necessità, per la vostra vita spirituale, di una grande missione giovanile diocesana. Ecco, vi riconsegno questo mandato: a voi la missione».
Un atto di amore del pastore della Chiesa reggina che si fa prossimo a una fascia d'età delicata su cui non mancano le “pressioni” di un mondo lontano dalla fede in Cristo.
«Non ho scritto questa lettera con una volontà dogmatica, ma per darvi un consiglio umano – esorta l'arcivescovo – valutate cosa mettere al centro della vostra vita, siate protagonisti». Un invito collegiale, già condiviso con gli altri vescovi della Calabria nel corso dell'ultima Conferenza episcopale calabra. C'è “un’emergenza giovani” nella regione più a Sud dello Stivale e, probabilmente, per affrontarla bisogna dare voce proprio a loro per indicare la via. «Prendete per mano la vostra vita – conclude padre Giuseppe – e fatene un grande capolavoro. Per farlo ripartiamo ancora. Ripartiamo insieme».