Berna spiega: “La prima motivazione è che ci sono ingentissime risorse da investire per le infrastrutture sul territorio, provenienti dai Patti per il Sud sottoscritti appena pochi mesi fa dal precedente Governo, dai presidenti delle Regioni e dai sindaci metropolitani. Solo a Reggio sono state destinate risorse per 205 milioni di euro. Se non si tratta di un bluff, e per il momento non abbiamo ragione di crederlo tale, abbiamo di fronte un ‘tesoro’ che deve servire per migliorare la città metropolitana e per dare ossigeno alle tante imprese oneste dell’edilizia. La seconda ragione che rende inaccettabile il permanere della crisi – dice ancora il presidente dei costruttori calabresi - è la fame di infrastrutture del territorio. Reggio Calabria è una città metropolitana atipica, riconosciuta sulla carta per il suo ruolo strategico, ma lontana anni luce dai modelli di efficienza delle grandi metropoli europee. C’è una domanda di opere pubbliche che va soddisfatta perché nel volgere di qualche anno, se non vorremo restare relegati alla nostra attuale condizione di arretratezza, dovremo rimboccarci le maniche e metterci al lavoro per colmare il pesante gap che ci separa dalle realtà più evolute del mondo”.
Questo scenario, sostiene il presidente del collegio regionale dei costruttori, è identico in tutta la Calabria: “Le risorse da investire sono tantissime. Basti pensare alla messa in sicurezza e prevenzione antisismica, agli interventi per la mitigazione del dissesto idrogeologico, all’edilizia scolastica, alla spesa per le infrastrutture o per la realizzazione dei nuovi ospedali, solo per fare degli esempi. Le risorse previste dal patto per la Calabria e dalla programmazione comunitaria sono ingentissime. Ma adesso, individuati gli stanziamenti, bisogna accelerare sulle fasi di progettazione, affidamento ed esecuzione dei lavori. Negli anni il gap tra la Calabria e le altre regioni d’Italia è aumentato. Occorre immediatamente intervenire per evitare che la distanza diventi insanabile”.
In questo quadro, argomenta Berna, “ci rendiamo conto che spesso la burocrazia non ha la capacità organizzativa, la competenza e la rapidità necessarie per trasformare in atti la volontà espressa dalla politica. Gli ‘Stati generali dell’edilizia’ proposti da Ance Reggio Calabria possono essere una grande opportunità per far sedere attorno a un tavolo operativo e non ‘filosofico’ tutti gli attori del settore: la pubblica amministrazione, la politica, il mondo delle imprese, i sindacati, gli ordini professionali, le forze dell’ordine. Siamo in piena emergenza ed è necessario che tutte le questioni vengano sviscerate e poste sul tappeto per arrivare unitariamente e nel più breve tempo possibile alle soluzioni per rilanciare l’edilizia. Occorre uscire dall’impasse e, per far ciò, serve che tutti diano il loro contributo. Noi siamo pronti a dare il nostro perché – conclude Francesco Berna - le nostre imprese, i nostri professionisti, i nostri operai hanno bisogno di lavorare come ogni persona ha bisogno dell’ossigeno per respirare. Sarebbe una beffa se l’economia di questa città venisse colta dall’apnea proprio nel momento in cui intravede una possibilità di salvezza”.